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La Banca di Pescia si fonde Il Comune: parliamone

La Banca di Pescia si fonde Il Comune: parliamone

PESCIA. La Banca di Pescia da sempre rappresenta un importante punto di rifermento per la città. Per questa ragione il consiglio comunale, lo scorso 8 ottobre, ha deliberato l'attivazione di un...

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PESCIA. La Banca di Pescia da sempre rappresenta un importante punto di rifermento per la città. Per questa ragione il consiglio comunale, lo scorso 8 ottobre, ha deliberato l'attivazione di un tavolo di confronto con i vertici dell'istituto di credito a cui partecipino anche il sindaco e la conferenza dei capigruppo. L'obiettivo è quello di discutere della fusione, annunciata solo qualche giorno fa, con la Banca di Vignole. In particolare l'obiettivo è quello di ottenere delle garanzie sui livelli occupazionali e sulle modalità di erogazione dei servizi, sul sostegno alle imprese, ai cittadini e alle realtà sociali. Ma è giusto che la politica intervenga in faccende di natura finanziaria? Secondo la maggioranza Pd sì. Sull'argomento è intervenuto il segretario del partito Marco Guerri insieme alla collega Lucia Guidi. Le maggiori perplessità derivano dalla diversità tra i due istituti di credito. La Banca di Pescia, cioè, andrebbe a fondersi con una banca caratterizzata da altri livelli organizzativi, gestionali e finanziari (più di 6mila soci a fronte di 2 mila e 500, un patrimonio netto di granlunga superiore e sostanzialmente doppio, 17 sportelli a fronte di 9). Secondo il consigliere di minoranza, Oliviero Franceschi (Un'Altra Pescia), invece la politica non dovrebbe mettere il becco nelle questioni finanziarie. "La politica non insegni il mestiere a chi quel mestiere lo fa già bene - fa sapere con una nota - La politica prenda esempio dalla finanza con la sua concretezza e lungimiranza. Questi novelli Don Chisciotte della politica cercano gloria nel vecchio modello comunista dove la proprietà era considerata un furto e chi la gestiva un ladro? Si vuol dire che la finanza è cruda e uccide i più deboli? Vogliamo portare allora l'esempio delle amministrazioni che per i danni fatti in passato oggi opprimono anche chi non può? Equitalia? E la sanità? Se non puoi muori! Basta demagogia spicciola, se la finanza mette bocca in politica questa deve essere valutata con attenzione e ascoltata, se la politica vuol mettere bocca nella finanza, cari risparmiatori cominciate a correre e fare miglio uso dei vostri risparmi".

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