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Buggiano, Villa Bellavista restituita ai visitatori

Buggiano, Villa Bellavista restituita ai visitatori

Il gioiello mediceo che domina la Valdinievole riapre al pubblico con una serie di iniziative. Sabato farà da cornice alla presentazione di Naturart

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BUGGIANO. Un gioiello della Valdinievole, il cui nome deriva dalla condizione dei luoghi circostanti. Un'imponenza e una sorta di aria decadente che le attribuiscono un fascino particolare e ammaliante. Villa Bellavista domina il territorio e sembra osservare da lontano i colli a lei circostanti. La sua storia si intreccia con quella di Francesco Feroni, un uomo nativo di Vinci arricchitosi con traffici più o meno leciti in Olanda, che nel 1673 firmò il contratto con Cosimo dei Medici. Quest'ultimo gli cedette l'immobile, comprendente ben 45 poderi e il titolo marchionale per centottantamila scudi. Un costo notevole per l'epoca a cui si aggiunsero quelli dei lavori, affidati all'architetto Antonio Maria Ferri, autore anche della fabbrica del Duomo di Pescia. La famiglia Feroni non badò a tal punto a spese che il loro cognome divenne alla base di un proverbio, che recitava "fare come il Feroni", per indicare coloro che non badavano a spendere. Alla fine però caddero in disgrazia per l'invidia che avevano suscitato nello stesso Cosimo. Nel 1829 la proprietà passò ai Bonaguidi del Borgo e poi al barone Ermanno Kanzler,con cui conobbe massimi splendori. Addirittura il figlio di Kanzler fece edificare nella sala centrale dell'ultimo piano un teatro nel quale venivano organizzate feste e concerti. Poi il declino con l'arrivo del Novecento. Nel 1926 mobili, arazzi, tappeti, quadri e suppelletili furono trasferiti. La villa fu acquistata prima dallla Banca delle Marche e Foligno, poi dalla Poligrafica Salvati di Foligno e infine pervenne per un milione di lire al ministero dell'Interno, che la destinò all'Opera nazionale di Assistenza dei Vigili del Fuoco. Durante la seconda guerra mondiale si trasformò in ospedale militare ed nel periodo postbellico in orfanatrofio. Ed adesso? Dopo molti inviti a rivalutare la regina del barocco toscano, finalmente il complesso torna ad aprirsi al pubblico con alcune iniziative. Sabato ad esempio è stata al centro di una visita di Esplorazioni Urbane, mentre sabato 17 sarà la location ideale per la presentazione del numero 19 di Naturart. Per l'occasione sarà possibile visitare gratuitamente il complesso, grazie alla collaborazione con l'Associazione culturale Buggiano Castello e il Fai. Il viale di accesso molto ampio accoglierà i visitatori. Il grande portone si aprirà mostrando la grandiosità defli affreschi dei soffitti realizzati da Pier Dandini e dal quadraturista Rinaldo Botti. Ed ancora svelerà la preziosa alcova con gli stucchi con i putti (angeli) in oro. Si ricorda che sono attive le prenotazioni. Per essere inseriti nella lista basta contattare il 335/7771883 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 oppure inviare una mail a redazione@discoverpistoia.it

Elena Guerri

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