Il presidio
Una lapide in ricordo di Pellegrini
L’iniziativa dello zio del giornalista morto sull’A11 tre anni fa
PONTE BUGGIANESE. Un tragico incidente ha strappato alla vita tre anni fa Massimiliano Pellegrini. Il giornalista quarantunenne dirigente della Spe, la società che gestisce la pubblictà per La Nazione e il resto del Carlino, era rimasto ferito gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto sull'A11, in seguito al tamponamento a catena causato da un pullman contro tre auto. La sua Mini non aveva retto l'urto e Max, come era soprannominato dagli amici, era stato trasportato dall'elisoccorso Pegaso all'ospedale fiorentino di Careggi, dove era stato ricoverato nel reparto rianimazione. Dopo aver lottato per alcuni giorni non era riuscito a superare la sua battaglia più difficile. A ripercorrere con il ricordo quei terribili momenti è lo zio di Massimiliano, Giorgio Pellegrini, attaccatissimo al giovane, che amava come un figlio. Lo amava a tal punto da decidere di creare un luogo del ricordo, che potesse appunto essere scorto anche dall'autostrada. E così Giorgio, con profonda commozione, racconta della sua decisione di utilizzare una parte dello storico casone in via Lucio, a Ponte Buggianese, per ricordare il nipote, ponendo una lapide sull'esterno per commemorare il giornalista prematuramente scomparso. Un'altra parete dell'edificio invece è stata dipinta con i colori della bandiera italiana per commemorare tutti i caduti nelle guerre dal 1915 al 2015. (e.g.)
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