Il presidio
Preoccupa la fusione delle “banchine”
Unione Vignole-Pescia, sindaci rassicurati ma Giurlani chiede garanzie sui prestiti e Forza Italia teme un «inglobamento»
PESCIA. «Dall’unione con la Banca di Vignole e Montagna Pistoiese nascerà un nuovo soggetto. La nuova banca si chiamerà Vpm Banca di Credito Cooperativo, avrà un patrimonio e indici di solidità patrimoniale tali da assicurare un miglior presidio a supporto dei bisogni di carattere economico, finanziario e sociale espressi dai territori e dalle comunità locali a cui le due banche fanno riferimento».
È quanto hanno annunciato, ieri mattina, i vertici di Banca di Pescia, il presidente Franco Papini e il direttore generale Antonio Giusti, nell'incontro coi sindaci di Pescia, Uzzano, Buggiano e Chiesina Uzzanese, vale a dire i comuni della Valdinievole dove sono presenti le filiali più storiche della Banca. L’incontro con Oreste Giurlani, Riccardo Franchi, Andrea Taddei e Marco Borgioli rientra nell’ambito di un “road show” programmato da tempo ma che ha preso il via solo dopo che il consiglio di amministrazione della Banca, lo scorso martedì, ha approvato il progetto di fusione per unione tra Banche di Pescia e di Vignole. Nel corso dell'incontro è stato sottolineato che per i clienti non cambierà nulla, anzi, «avranno la possibilità di scegliere tra prodotti e servizi migliori». Stesso discorso per le associazioni di volontariato, culturali, ecclesiastiche, scolastiche e sportive, le quali, come in passato, «saranno sostenute nello svolgimento della propria attività». Nonostante le rassicurazioni non siano mancate, sull'operazione si è sollevata più di qualche voce critica. Forza Italia ha già presentato un'interrogazione al sindaco che verrà discussa nel prossimo consiglio comunale. I consiglieri Luca Biscioni e Gianpaolo Pieraccini si chiedono se si tratterà realmente di una fusione o piuttosto di un inglobamento.
«Andando a leggere i dati vediamo come l'ago della forza sia tutto verso l'istituto Pistoiese: sportelli 17 contro 9, soci 6.200 contro 2500; patrimonio netto 80 contro 40 milioni di euro - rileva Forza Italia e sottopone al sindaco una serie di quesiti -. È vero che i 2 istituti sono rappresentati in territori differenti con i loro sportelli ma come si muoverà ella per salvaguardare l'occupazione dei molti dipendenti del nostro Comune e/o evitare loro i disagi di possibili trasferimenti verso altre sedi di lavoro della piana pistoiese, della montagna?». Il sindaco Giurlani ha chiesto garanzie sulla «capacità di erogazione di finanziamenti a imprese e famiglie, distribuzione contributi ad associazioni e ricadute occupazionali».
Maria Salerno
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