Il presidio
Operazione verità: un tavolo tecnico sui debiti del Comune
PESCIA. Un invito rivolto al sindaco per la costituzione di un tavolo tecnico, a cui poter partecipare, col compito di comporre la situazione finanziaria del Comune «debitamente testimoniata da fatti...
PESCIA. Un invito rivolto al sindaco per la costituzione di un tavolo tecnico, a cui poter partecipare, col compito di comporre la situazione finanziaria del Comune «debitamente testimoniata da fatti concreti e da idonea documentazione». A farlo è Fabio Rossi, ex Ragioniere capo del Comune di Pescia, che in un suo intervento esaminala situazione debitoria dell’ente. Partendo dalla delibera della Corte dei Conti del 30 luglio in cui si evidenziano «gravi irregolarità nel rendiconto anno 2013. L'attenta lettura del documento non consente la condivisione dei commenti rilasciati dall'amministrazione comunale».
Secondo Rossi, infatti, «colpisce in modo particolare l'accertamento di una ulteriore quota di disavanzo pari a 134.660,55 euro. La Giunta Comunale colloca il tutto nel “disastro finanziario ereditato”, sottolineando le responsabilità di amministrazioni precedenti. La vera ragione di questa gravissima realtà è ben spiegata dalla corte nel suo documento, quando rileva la non ammissibilità della procedura adottata per la quantificazione dei vincoli in conto capitale, materia per la quale la responsabilità di gestione non è certo accollabile agli organi politici. La Giunta Municipale nelle sue esternazioni non ha informato che la suddetta procedura è stata adottata anche per l'esercizio 2014. Per quell'esercizio, in sede di rendiconto (approvato dal Consiglio Comunale) è stato indicato l'importo di 137.408,84 euro a titolo di vincoli eliminati, quando il totale dei medesimi, come da scritture contabili, ascende a 272.857,82. Anche in questo caso la compensazione effettuata risulta inammissibile, causa l'evidente mancanza dei necessari presupposti e comporta una maggiore quota di disavanzo pari a 135.448,18 euro. L'anomala procedura è stata adottata per la prima volta in sede di quantificazione dei vincoli per il periodo 2004/2012, dichiarati nell'importo di 268.786,74 euro, mentre, in effetti, le scritture contabili evidenziano un importo di gran lunga superiore. La certificazione attestante tale risultato è stata allegata al ricorso presentato alla corte dei conti di Roma, ma, nonostante le ripetute sollecitazioni, non è mai stata prodotta alla Sezione della Toscana. Una realtà che, presumibilmente, non potrà che avere conseguenze disastrose sulla validità del Piano di riequilibrio pluriennale».
Il problema dell'anticipazione di cassa. sottolinea Rossi, rappresenta una realtà di notevole spessore. «Puntualmente e ormai da troppo tempo, la magistratura contabile evidenzia la gravità della situazione, caratterizzata da forti rischi per la stabilità finanziaria dell'Ente, invitando il Comune all'adozione di provvedimenti idonei a ripristinare una corretta gestione finanziaria. Il Comune, ad oggi, non ha adottato concreti provvedimenti strutturali atti alla eliminazione dell'annoso scoperto di cassa. Questo tsunami finanziario ha comportato l'esborso di un notevole importo a titolo di interessi passivi che può quantificarsi intorno a 100/150.000 euro e che è, inesorabilmente, destinato ad aumentare. In proposito non va dimenticato che l'Ente negli anni 2013 e 2014 ha ottenuto dalla Cassa Depositi e Prestiti una anticipazione di liquidità per un ammontare pari a 5.449.935,67 rimborsabile in 15 anni. Per il triennio 2014/2016 il totale degli interessi dovuti dal Comune ammonta ad 417.910,52 euro. L'argomento trattato genera forti perplessità sulla reale situazione finanziaria del Comune di Pescia e richiede fermamente la concretizzazione della tanto sospirata Operazione verità».
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