Il presidio
Pinocchio 2020, a Firenze in mostra il parco del futuro
Presentato il “roadshow” con i personaggi rivisitati dalla società Art&Project Giani: il rilancio di Collodi sarà uno degli obiettivi della legislatura regionale
FIRENZE. Da oggi basterà andare a Firenze, in largo Annigoni, per dare un’occhiata a quello che potrebbe essere il futuro del Parco di Pinocchio. Prende il via oggi, infatti, il “roadshow” internazionale che servirà a far conoscere al grande pubblico e ai giovani di ogni paese gli immortali personaggi del libro di Collodi rivisitati in chiave moderna dalla società Art&Project, società leader nella creazione di parchi a tema in tutto il mondo. Lo show sarà visitabile fino all’8 agosto tutti i giorni dalle 17 alle 23. Il corsto del biglietto di ingresso va dai 6 euro per gli adulti ai 4 per i bambini, ingresso gratuito per chi ha meno di due anni.
L’avvio del roadshow è stato occasione di un incontro con la stampa alla quale ha preso parte, tra gli altri, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani. «Il rilancio di Pinocchio e di Collodi – ha detto Giani – sarà uno degli impegni principali della decima legislatura regionale. Il romanzo di Carlo Lorenzini è lo scritto italiano più tradotto nel mondo. È motivo di grande orgoglio, che però ci impone di dare un volto nuovo, più attraente, al Parco storico. Vogliamo realizzare un Grande Parco, che possa dare al nostro burattino il ruolo di ambasciatore della Toscana a livello internazionale e sfidare come capacità di attrazione i grandi parchi come Gardaland o Disneyland nel nome della cultura».
L’idea centrale è quella di arrivare nel 2020 alla realizzazione di un grande parco tematico che possa attrarre visitatori da tutto il mondo (la previsione parla di tre milioni di persone l’anno) sfruttando la fama mondiale di cui godono l’immortale burattino creato dalla fantasia di Carlo Lorenzini e gli altri personaggi del suo magico libro. Il Grande parco comporterà investimenti per 300 milioni di euro e si prevede possa dare lavoro, a regime, ad almeno duemila persone, calcolando anche l’indotto che una struttura del genere potrebbe suscitare. «Noi toscani ci affezionamo troppo alle nostre eccellenze e pensiamo che debbano rimanere inalterate – ha osservato il consigliere Massimo Baldi – La storia di Pinocchio ci mostra esattamente il contrario. È proprio il cambiamento e la trasformazione che le rendono vive».
A giudizio di Oreste Giurlani, sindaco di Pescia, «non ci sono più alibi. Gli enti locali sono pronti. A livello urbanistico, grazie ad un accordo di programma siglato da vari anni ed al nuovo Piano di indirizzo territoriale, tutto è a posto – ha sottolineato - Aspettiamo gli imprenditori privati per colmare un ritardo di venti anni».
«È un grande programma di marketing territoriale per la Toscana e per il Paese – ha rilevato Federico Incerpi, amministratore di Metamorfosi, la società che ha elaborato il progetto – Vogliamo che la nostra regione si affermi come eccellenza anche nel turismo familiare e nel buon vivere».
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