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La centrale elettrica va avanti a dispetto di tutto e di tutti

La centrale elettrica va avanti a dispetto di tutto e di tutti

Delusione tra i proprietari dopo la riunione della conferenza dei servizi E la Coldiretti ribadisce: «Inutile aumentare la produzione di energia»

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PESCIA. La centrale idroelettrica sul fiume Pescia torna a far discutere. Alla fine di giugno la Coldiretti ha consegnato le osservazioni sul progetto al Comune, nelle quali venivano evidenziate non poche criticità nell'impianto che potrebbe sorgere a pochi metri di distanza dalla piazza principale di Pescia. L'associazione degli imprenditori agricoli aveva, peraltro, domandato ufficialmente di essere presente alla conferenza dei servizi del 2 luglio, ma di fatto non è stata invitata.

Proprio quella conferenza, infatti, aveva come finalità quella di valutare la fattibilità operativa del progetto e dare avvio allo stesso. «Nonostante il dissenso dei proprietari, di Coldiretti, di associazioni ambientaliste e culturali e dei cittadini, la centrale verrà fatta lo stesso passando sopra a tutto - hanno sottolineato alcuni rappresentanti degli imprenditori agricoli, le cui proprietà insistono sui terreni che verranno espropriati per consentire la costruzione della centrale - perché, come si ripete in Comune fino alla nausea, è di pubblica utilità». Eppure nella sua relazione la stessa Coldiretti mette in dubbio proprio l'utilità dell’aumento di produzione di energia, con particolare riferimento a quella idrica.

Secondo Coldiretti analizzando quanto riportato nel Paer (Piano Ambientale ed Energetico Regionale) si evince che gli impianti istallati attualmente (dati 2011 ai quali devono essere sommati i nuovi impianti autorizzati negli ultimi 4 anni) nel contesto regionale sono 125, con una potenza lorda istallata di 343,1 MW la cui produzione 2010 si attestava ad oltre 1.000 GWh superando nettamente l’obiettivo di 933 GWh imposto per il 2020 alla nostra Regione dal Burden Sharing. Ciò dimostra che gli impianti istallati sono sufficienti al raggiungimento dell’obiettivo.

«I cittadini, ancora una volta, non contano niente - è il sentimento dei proprietari delle aziende agricole - siamo davvero stanchi di questi giochetti ai danni nostri. Ci chiediamo perché si va ancora a votare se chi ci rappresenta non ci tutela, anzi, va esattamente nella direzione opposta. Non ne possiamo più, e in questo caso ai danni di aziende dove su quei terreni ci lavorano, ma alle amministrazioni non sembra interessare nemmeno questo. Tante belle parole sul florvivaismo di Pescia, incentivare il mercato dei fiori e così via, poi si espropriano terreni per una centrale considerata dalla stessa Coldiretti un progetto inutile». E le aziende? Si domandano i proprietari. Qualcuno si preoccupa della loro economia? Qualche giorno fa si è svolto un incontro in Comune con le parti interessate, e alcuni rappresentanti dei cittadini. «Abbiamo capito che la Mers va avanti - hanno sottolineato gli stessi cittadini al termine della riunione - appoggiati dal Comune, che inizierà i lavori prima possibile».

Maria Salerno

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