Il Tirreno

Montecatini

Mercato coperto, la rivoluzione del cibo

David Meccoli
Una cena organizzata al Mercato coperto (foto Nucci)
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Una cena organizzata al Mercato coperto (foto Nucci)

Lunedì apre un locale di salumi toscani, poi sarà la volta di altri quattro negozi con operatori montecatinesi di qualità

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MONTECATINI. Ne abbiamo parlato per anni per i ricorsi e contro ricorsi sull’affidamento dei fondi, oppure per quella tettoia in eternit sotto cui si vendevano primizie di stagione, o ancora per il degrado di una zona che non si è ancora ripresa dallo spostamento del mercato settimanale. Ma adesso per il Mercato coperto siamo davvero a un punto di svolta: in ordine sparso sono spuntate “Bibliomercato” (succursale della biblioteca comunale) e una scuola di cucina, mentre è finalmente sparito l’amianto dalla copertura.

Ora sappiamo che era solo l’inizio: gli ultimi 5 fondi della storica struttura di via Mazzini sono stati assegnati dal Comune dopo un bando pubblico e nel giro di qualche mese si potrà davvero arrivare a quella che è stata più volta definita la “Covent Garden” di Montecatini (o, più cautamente, il Mercato centrale de noantri). Il primo esercizio ad aprire sarà il bistrò toscano “La sosta”, antipasteria a base di taglieri di salumi e formaggi di casa nostra gestito dalla stessa titolare (Laura Pellicci) del ristorante “Il melograno” di Altopascio, che aprirà i battenti lunedì alle 17.

A ruota seguirà la trasformazione della polleria Grelloni in “grilleria”, grazie all’ampliamento dei locali sul retro (il nulla osta della Soprintendenza è già arrivato). Infine il cerchio si chiuderà con gli altri quattro fondi assegnati ad altrettanti operatori (molto conosciuti) del nostro territorio, tutti riunitisi in consorzio (al quale ha aderito anche Grelloni) e pronti a rivoluzionare l’immagine del Mercato coperto con un’offerta enogastronomica di qualità, secondo canoni estetici che saranno definiti di comune accordo. Ne fanno parte il pastificio artigianale P & P; la focacceria e pizzeria di Marco Pellegrini (dell’omonima pasticceria di via Leoncavallo); l’enoteca proposta congiuntamente da Massimiliano Sichi (del Syrah di viale 4 Novembre) e Giovanni Rotti (dell’enoteca Giovanni); il pesce fresco cucinato e servito in cartocci a cura della pescheria Rosellini (come già sperimentato con successo al mercato centrale di Firenze). Per tutti loro si parla di un’inaugurazione congiunta la prossima primavera, dopo una serie di lavori la cui progettazione di massima è già stata affidata a un unico studio tecnico, incaricato di presentare un intervento di ristrutturazione omogeneo.

«Il nostro storico mercato – spiega soddisfatta l’assessore alle attività produttive Helga Bracali – diventerà un prestigioso polo non solo del gusto, ma anche culturale, dove organizzare eventi di vario genere in un contesto davvero eccezionale». A febbraio scadranno le concessioni per altri fondi: ma stavolta c’è da scommettere che nessuno di questi resterà sfitto.

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