Italia
«Vista l'efficienza, aboliamo il Consorzio di bonifica»
Larciano: ambientalisti, proprietari e cacciatori, tutti d'accordo nel denunciare la scarsa manutenzione del Padule, e "Terra Nostra" va all'attacco
LARCIANO. Sono spesso su posizioni diverse, se non proprio opposte. Ma non stavolta, e questo dovrebbe far riflettere chi di dovere. Ambientalisti da una parte, cacciatori e proprietari di terreni dall’altra, quando si tratta di parlare di Padule e della sua gestione, si trovano, è il caso di usare questa parola, sempre su sponde opposte (con la ragione che spesso sta a metà tra le due parti). In questa circostanzam, invece, sono tutti dalla stessa parte. Segno evidentente della gravità della denuncia mossa da Legambiente, Wwf e Italia Nostra, cui oggi si aggiunge l’associazione proprietari “Terra Nostra Unita” (vicina alle posizioni del mondo venatorio).
Nel mirino la manutenzione del Padule di Fucecchio: «non possiamo – esordisce Terra Nostra - che esprimere soddisfazione per il fatto che finalmente anche il mondo ambientalista si è reso conto della grave situazione in cui versa la riserva naturale delle Morette».
«Da un paio di anni – continua la nota – come associazione proprietari (anche se solo parzialmente interessati visto che esiste chi di competenza) abbiamo sollecitato enti e istituzioni sulla situazione disastrosa in essere dell'intero Padule, con particolar riferimento alla riserva delle Morette, dove gli argini non esistono di fatto più, e ai principali canali (Terzo e Capannone), che sono completamente interrati e non possono quindi ovviamente assolvere la loro funzione di deflusso delle acque. L’effetto pratico è che la gestione idraulica consolidata nell'ultimo ventennio è di fatto scomparsa, con il risultato,che quando abbiamo periodi piovosi il Padule cresce a dismisura con pericolo alluvione per i Comuni rivieraschi; mentre bastano un paio di mesi senza pioggia per assistere al prosciugamento di tutto, riserve naturali comprese».
Nel mirino è essenzialmente il Consorzio di bonifica, e per l’esattezza il “Basso Valdarno”, nato dalla riforma di questi enti e che, ricorda Terra Nostra, «dispone da alcuni anni dei famosi 5 milioni di euro per il progetto naturalizzazione del Padule di Fucecchio derivanti dall'ormai storico progetto "Tubone depuratore" su cui si è solo discusso per anni. Ma non solo non è riusciti a far partire quel progetto ma, di fatto, sono alcuni anni che non compie neppure piccoli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, e i risultati sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. E qui ci vien da chiederci come vengono spesi i 6 milioni di euro delle tasse consorziali che pagano i contribuenti della Valdinievole».
Da qui un appello al neo assessore regionale all'Ambiente Federica Fratoni («Non tanto sul Centro di Documentazione visto che anche questi eventi dimostrano come le dinamiche del nostro Padule prescindono da organismi tecnico/politici, che sono molta teoria e poca pratica») per sapere «a cosa ci serve il nuovo Consorzio 4 Basso Valdarno, se non è in grado di eseguire lavori già fissati da tempo e che, ancora una volta, dichiara pubblicamente che “forse” ad agosto sarà in grado di fare qualcosa, quando tutti sappiamo che date le disastrose condizioni del territorio basta un classico temporale estivo per vanificare ancora una volta gli interventi nell'area palustre (oggi più che mai necessari, e che garantirebbero non solo la sopravvivenza della fauna palustre ma anche l'incolumità dal rischio alluvioni dei cittadini dei Comuni rivieraschi)».
«Per finire – chiude l’associazione – vista l'attuale inefficienza aboliamo una volta per tutte il Consorzio. Per pulire ogni tanto gli argini dei fiumi, fra l'altro in maniera scellerata come un mese fà (con ripulitura degli stessi fino al fondo del letto compromettendo di fatto nidi e piccoli nati), basta passare le competenze ai Comuni rivieraschi. Se non altro risparmiamo qualche euro dei cittadini e contribuenti».
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