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Montecatini

la conferma dell’azienda ai sindacati

Un’altra perizia sull’acqua per la piscina alle Leopoldine

Un’altra perizia sull’acqua per la piscina alle Leopoldine

MONTECATINI. Una nuova perizia idrogeologica per individuare più esattamente la portata delle acque termali in vista del completamento della piscina alle Leopoldine. È quanto era emerso nei giorni...

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MONTECATINI. Una nuova perizia idrogeologica per individuare più esattamente la portata delle acque termali in vista del completamento della piscina alle Leopoldine. È quanto era emerso nei giorni scorsi in commissione consiliare società partecipate (alla quale aveva presenziato l’amministratore unico delle Terme Carlo Brogioni) ed è quanto è stato ribadito ieri durante un incontro che i vertici dell’azienda (era presente anche la consulente Arabella Ventura) hanno avuto coi sindacati. Una vicenda che i rappresentanti dei lavoratori hanno trovato paradossale, dato che dopo anni di progetti, lavori e cantiere fermo, sembra incredibile ancora non avere la certezza se, una volta terminata l’opera, l’acqua sarà sufficiente oppure se ci tufferemo... sulle piastrelle.

Ma nell’incontro coi sindacati si è parlato anche della situazione della forza lavoro. Al centro della discussione la possibilità (ventilata dalla società) di ridurre lo stipendio dei tre quadri presenti in azienda.

«Nell’accordo firmato un anno fa con la Regione che stabiliva il ricorso agli ammortizzatori sociali per tutti i dipendenti a fronte di un aumento di capitale – dice Luisella Brotini, Filcams Cgil – si prevedeva anche che le retribuzioni più alte potessero essere riviste».

«Ma questo punto – aggiunge Aniello Montulo, Fisascat Cisl – dovrà necessariamente passare da un accordo privato tra le parti: i sindacati non possono essere coinvolti, non è una contrattazione collettiva. E poi il rischio è di ritrovarsi nuove vertenze sul tavolo…».

Al momento, invece, pare che la società non abbia intenzione di prendere provvedimenti per il grosso della forza lavoro. Se ne riparlerà probabilmente più avanti, dato che i contratti di solidarietà di tipo B – dopo essere stati a lungo a rischio – sono stati di nuovo finanziati e potranno eventualmente (qualora ce ne fossero condizioni e necessità) essere riproposti ai dipendenti delle Terme anche il prossimo autunno.

Vanno un po’ peggio le cose agli stagionali, la cui riassunzione secondo i sindacati (che lo hanno sottolineato all’azienda) sta subendo in diversi casi un ritardo rispetto ai tempi seguiti lo scorso anno. Brogioni e Ventura avrebbero giustificato questa decisione con l’insufficienza di prenotazioni da parte della clientela. Tutto rimandato a un prossimo incontro con la proprietà, infine, le specifiche sul ruolo e sullo stipendio di Arabella Ventura, presentata da Brogioni come consulente operativa termale. «Di un direttore generale ci sarebbe davvero bisogno in azienda, ma non certo in una fase in cui si diminuiscono gli stipendi ai lavoratori», dice Brotini. (d.m.)

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