Il presidio
Rinasce la carta fatta a mano
Al Museo di Pietrabuona avviata la produzione: l’obiettivo finale è creare nuova occupazione
PESCIA. Riprendere la produzione artigianale di carta filigranata fatta a mano. L'idea nasce proprio dal Museo della Carta di Pietrabuona, che già da due anni ha avviato un progetto sperimentale coinvolgendo maestri cartai, filigranisti, cucitrici, nell'ottica di salvaguardare un sapere tradizionale proprio del territorio, che altrimenti rischierebbe di andare perduto.
Sabato 27 giugno, questa carta fatta a mano con la filigrana di Pinocchio sarà presentata nell'ambito di un convegno dal titolo “La Toscana di Pinocchio” ospitato proprio all'interno del Museo della Carta di Pietrabuona. Nell'occasione i pratici del museo faranno una dimostrazione di come si ottiene la carta fatta a mano. «Nelle cartiere moderne, dalla macchina esce un foglio ogni 3 secondi - ha spiegato Alessio Giusti, uno dei lavoranti nell'ambito della conferenza stampa di presentazione del convegno, che si è svolta ieri all'interno del museo - un foglio di carta artigianale, invece, può richiedere anche due giorni di lavorazione. Implica il confronto costante con una serie di difficoltà quali la temperatura, la muffa e molte altre. Ecco perché la produzione di questo genere di carta viene definita arte, perché chi si cimenta in questa produzione è davvero un artista».
I pratici del museo, ovviamente,si sono “improvvisati” in questa encomiabile prova, quasi tutti provengono da precedenti esperienze in cartiera, ma sono davvero pochi coloro che possono vantare una conoscenza profonda di quest’antico sapere. Si tratta dei maestri cartai, tra cui Loris Bini, che ha sottolineato come sia difficile, oggi, ricreare le condizioni di un tempo. Eppure sta tutta nella trasmissione del sapere la possibilità di continuare una tradizione millenaria. Nonostante tutte le difficoltà, dalla cartiera Le Carte di Pietrabuona, che ospita il progetto è venuta comunque fuori la carta di Pinocchio.
Perché Pinocchio è facilmente intuibile, rappresenta un marchio che identifica la città, così come la tradizione cartaria. «Fino agli anni ’90 Pescia realizzava filigrane per 40 Paesi del mondo - ha spiegato Massimiliano Bini, direttore del Museo della Carta - poi con l'avvento della tecnologia la produzione di carta artigianale è diventata antieconomica e ha subito una battuta d'arresto». Oggi, però, siamo di fronte ad una rivalutazione di questo prodotto, che si rivolge sì ad un mercato di nicchia, ma estremamente ricercato.
Sebbene la produzione artigianale a Pietrabuona non sia ancora entrata a pieno regime, sono già arrivate le prime commesse. Poi c'è il progetto del nuovo Museo della Carta.
«Il nostro obiettivo è creare un museo vivo - ha spiegato Paolo Carrara, presidente dell'associazione Museo della Carta - capace di recuperare, oltre ad un patrimonio materiale, rappresentato dall'immobile e dalla strumentazione della Magnani,anche un patrimonio immateriale fatto di antichi saperi, che se opportunamente valorizzati potrebbero rappresentare anche un'opportunità per crare nuova occupazione e nuova economia sul territorio».
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