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Faccia a faccia in comune sul caso dell’asilo nido
Domani i genitori dei bimbi del “Palloncino Rosso” incontreranno l’assessore alla ricerca di una soluzione dopo l’annuncio del taglio delle ore pomeridiane
MONSUMMANO. Si terrà domani alle 12,30 in municipio la riunione tra i genitori dell'asilo nido “Palloncino rosso” e i rappresentanti comunali, sindaco e assessore all'istruzione in testa. L'incontro convocato d'urgenza servirà per ricomporre una vicenda che ha infuocato il dibattito cittadino negli ultimi giorni. Da quando nella lettera di re-iscrizione per il prossimo anno didattico, arrivata alle famiglie martedì, l'amministrazione comunicava “senza preavviso” il taglio all'orario d'uscita dalle 16 alle 14, con scadenza dell'iscrizione fissata per giovedì.
I genitori, a quel punto, hanno iniziato a presentarsi in Comune in cerca di spiegazioni. Poi si sono organizzati: oltre all'invito ufficiale per richiedere un confronto, hanno presentato un documento con le loro osservazioni (inviato anche ai consiglieri comunali e al presidente della Regione Enrico Rossi), hanno aperto una pagina Facebook (Genitori del nido “Il Palloncino rosso”, già 118 membri) e sono partiti con un'opera di volantinaggio in città (gli slogan sono: “un servizio da tutelare” e i “bambini non si toccano”). È nato così un movimento popolare per dire “no al nuovo regolamento comunale che applica tagli anche sulla pelle e sul futuro dei bambini”.
«Siamo fiduciosi che ci vengano incontro, ci auguriamo di trovare una soluzione, vogliamo sensibilizzare e difendere i nostri diritti», dicono i genitori. Come era inevitabile, la questione è entrata con forza nella discussione politica.
A una durissima nota delle opposizioni (5 Stelle, Forza Italia, Monsummano Bene Comune) ha subito replicato l'amministrazione. Le minoranze accusano il Comune che «non vuole più garantire i servizi ai cittadini venendo meno al proprio ruolo per vivere di rendita e fungendo da semplice esattore delle tasse. Si tende a favorire in ogni modo il privato utilizzando però soldi pubblici e spostando addirittura il personale dell'asilo in altri servizi. Un primo assaggio lo abbiamo avuto con l'affidamento esterno del servizio scuolabus, la riduzione dell'orario al nido è il primo passo verso l'ennesima privatizzazione».
Per la maggioranza Pd «il mantenimento dei servizi essenziali è un punto fermo sul quale non siamo disposti a fare una guerra ideologica o di correnti. I tempi non sono semplici e la crisi non può essere più un alibi. Siamo fermamente convinti che azioni plurali siano essenziali per individuare strategie atte a salvaguardare i servizi e migliorare la loro qualità. Per fare ciò è necessario dare ai Comuni le risorse e, al tempo stesso, questi devono riformarsi e aggregarsi per ridurre i costi e destinare i risparmi ai servizi e alla loro qualificazione. Riteniamo poi che sia importante far “prevalere” consigli comunali aperti, sicuri che i cittadini parteciperanno».
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