Il Tirreno

Montecatini

Faccia a faccia in comune sul caso dell’asilo nido

di Luca Signorini

Domani i genitori dei bimbi del “Palloncino Rosso” incontreranno l’assessore alla ricerca di una soluzione dopo l’annuncio del taglio delle ore pomeridiane

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MONSUMMANO. Si terrà domani alle 12,30 in municipio la riunione tra i genitori dell'asilo nido “Palloncino rosso” e i rappresentanti comunali, sindaco e assessore all'istruzione in testa. L'incontro convocato d'urgenza servirà per ricomporre una vicenda che ha infuocato il dibattito cittadino negli ultimi giorni. Da quando nella lettera di re-iscrizione per il prossimo anno didattico, arrivata alle famiglie martedì, l'amministrazione comunicava “senza preavviso” il taglio all'orario d'uscita dalle 16 alle 14, con scadenza dell'iscrizione fissata per giovedì.

I genitori, a quel punto, hanno iniziato a presentarsi in Comune in cerca di spiegazioni. Poi si sono organizzati: oltre all'invito ufficiale per richiedere un confronto, hanno presentato un documento con le loro osservazioni (inviato anche ai consiglieri comunali e al presidente della Regione Enrico Rossi), hanno aperto una pagina Facebook (Genitori del nido “Il Palloncino rosso”, già 118 membri) e sono partiti con un'opera di volantinaggio in città (gli slogan sono: “un servizio da tutelare” e i “bambini non si toccano”). È nato così un movimento popolare per dire “no al nuovo regolamento comunale che applica tagli anche sulla pelle e sul futuro dei bambini”.

«Siamo fiduciosi che ci vengano incontro, ci auguriamo di trovare una soluzione, vogliamo sensibilizzare e difendere i nostri diritti», dicono i genitori. Come era inevitabile, la questione è entrata con forza nella discussione politica.

A una durissima nota delle opposizioni (5 Stelle, Forza Italia, Monsummano Bene Comune) ha subito replicato l'amministrazione. Le minoranze accusano il Comune che «non vuole più garantire i servizi ai cittadini venendo meno al proprio ruolo per vivere di rendita e fungendo da semplice esattore delle tasse. Si tende a favorire in ogni modo il privato utilizzando però soldi pubblici e spostando addirittura il personale dell'asilo in altri servizi. Un primo assaggio lo abbiamo avuto con l'affidamento esterno del servizio scuolabus, la riduzione dell'orario al nido è il primo passo verso l'ennesima privatizzazione».

Per la maggioranza Pd «il mantenimento dei servizi essenziali è un punto fermo sul quale non siamo disposti a fare una guerra ideologica o di correnti. I tempi non sono semplici e la crisi non può essere più un alibi. Siamo fermamente convinti che azioni plurali siano essenziali per individuare strategie atte a salvaguardare i servizi e migliorare la loro qualità. Per fare ciò è necessario dare ai Comuni le risorse e, al tempo stesso, questi devono riformarsi e aggregarsi per ridurre i costi e destinare i risparmi ai servizi e alla loro qualificazione. Riteniamo poi che sia importante far “prevalere” consigli comunali aperti, sicuri che i cittadini parteciperanno».

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