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Ragazzi rapinati in treno Condannata la banda
Tre maggiorenni che a gennaio avevano aggredito e derubato degli adolescenti ma ad attenderli alla stazione di Montecatini avevano trovato i carabinieri
MONTECATINI. Quando lo hanno visto da solo nel vagone, lo aveva accerchiato e poi, a suon di schiaffi e spintoni, costretto a consegnare soldi e cellulare. E quando alla stazione di Montecatini Centro sul convoglio erano saliti anche il fratello della prima vittima e un amico, ce ne erano state anche per loro. Ma quando il treno, diretto a Pistoia, attorno alle 23,15 del 2 gennaio, era arrivato alla stazione ferroviaria successiva, ad attendere in piazza Italia i sei giovani rapinatori di origine marocchina – tre maggiorenni e tre minorenni, residenti a Lucca, Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano – c'erano già i carabinieri.
Ora per i tre componenti maggiorenni della banda sono arrivate le condanne del tribunale di Pistoia. Adam Chahyd e Mustapha Erraji, entrambi 19 anni, di Bagni di Lucca, sono comparsi ieri mattina davanti al gup del tribunale di Pistoia, Roberto Tredici. Processati con il rito abbreviato, sono stati condannati alla pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione, 1.400 euro di multa e l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni.
Entrambi nella precedente udienza, avevano presentato la richiesta di patteggiamento della pena, che per non era stata accolta. Così come quella che aveva presentato anche il terzo maggiorenne della banda, Oussama Tahrani, 23 anni, di Lucca. Mentre i due amici, a quel punto, avevano optato per il rito abbreviato, quest’ultimo aveva scelto di comparire davanti al tribunale collegiale per essere processato con il giudizio immediato: ed è stato condannato a 3 anni di reclusione e 800 euro di multa.
I fatti risalgono, come accennato, al 2 gennaio. Il primo ad essere aggredito era stato un sedicenne montecatinese di ritorno da Lucca, dove aveva da poco terminato il suo consueto allenamento con la Lucchese. Sembra che già in passato fosse stato notato dalla banda di bulli. Fatto sta che era stato circondato, preso a ceffoni e spinte e costretto a consegnare soldi. Per poi, secondo quanto aveva poi raccontato, essere pesantemente minacciato: «Sappiamo che prendi questo treno tre volte alla settimana. Se parli, torniamo e ti ammazziamo» gli avrebbero detto gli aggressori.
Il ragazzo si era dato appuntamento con il fratello, di poco meno di un anno più giovane, e con un altro amico, 15 anni, alla stazione di Montecatini Centro. Insieme sarebbero poi dovuti scendere a Montecatini Centrale per andare al kartodromo. L’amico e il fratello si erano subito accorti, anche dai segni sul volto, che era successo qualcosa.Ma a quel punto anche loro erano stati circondati dalla gang e aggrediti a spintoni. I tre maggiorenni avevano negato ogni addebito, dicendo che a prendere a schiaffi e derubare quei ragazzi erano stati i tre minorenni.
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