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Energia dal fiume «O il sindaco mente o Pescia non conta»

Energia dal fiume «O il sindaco mente o Pescia non conta»

Ex assessore ripercorre l’iter della centrale idroelettrica «Dall’aprile dell’anno scorso si sa del progetto»

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PESCIA. O il sindaco mente, o, se davvero dice di non sapere nulla, Pescia non conta davvero nulla: sintetizzando è così che l’ex assessore Francesco Conforti interviene sul caso della “centrale idroelettrica del mistero”, ripercorrendo la storia del progetto, a partire dal 16 aprile del 2014 quando, sul Bollettino ufficiale della Regione «si legge che una Società di Santa Croce ha presentato al nostro Comune e alla Provincia un progetto per realizzare una centrale idroelettrica nella Pescia».

«Naturalmente – continua l’ex assessore – questo progetto deve essere valutato dai competenti uffici tecnici comunali e provinciali e, quindi, prima di questa valutazione, nessuna autorizzazione può essere rilasciata, soprattutto per la sua valenza politica. Così passano mesi, cambia l'amministrazione comunale e del progetto sembrano perdersi le tracce. Ma il 2 maggio 2015 la nuova amministrazione invia una raccomandata ai proprietari dei terreni su cui dovrebbe realizzarsi la centrale».

Una raccomandata dove «si annuncia che “ la Società Mers in data 8 gennaio 2015 ha presentato alla Provincia (titolare del relativo procedimento) domanda di autorizzazione, con conseguente avvio del procedimento in data 9 febbraio, per la costruzione ed esercizio di una centrale idroelettrica nel torrente Pescia e precisa che le opere per la realizzazione sono ritenute di pubblica utilità, nonché indifferibili e urgenti”. Questi sono fatti e date certe su cui non possono esserci dubbi. I dubbi invece ci sono sull’utilità del progetto, su cui legittimamente ciascuno può avere le proprie idee, ma i dubbi ci sono soprattutto sulle modalità con cui si procede».

«Ogni atto della pubblica amministrazione infatti – riprende Conforti replicando alle posizioni del sindaco – deve rispondere innanzitutto alla legge, ma anche a criteri di trasparenza (fondamentale specie in questo caso, che tratta l'uso di un bene comune assoluto come l' acqua del nostro fiume) e di opportunità (per l'impatto idrogeologico che ci sarebbe in ogni caso), e questo perché tutti siano garantiti e non siano calpestati i diritti di nessuno. Nel caso in questione, invece, regna una grande confusione col sindaco attuale che afferma di cadere dalle nuvole. E allora o dice una bugia clamorosa (e continua a dirla per cercare di salvare in qualche modo la faccia di fronte alle tantissime reazioni negative), oppure la Provincia ha davvero proceduto da sola, senza far sapere niente al Comune in tutti questi mesi, a conferma del ruolo sempre più marginale a cui Pescia è condannata per la inadeguatezza di questa amministrazione coi tanti, troppi, personaggi piovuti da lontano e che ben poco hanno a che spartire col nostro territorio».

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di Redazione web