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Presunta frode ai creditori: tre indagati

Massimo Donati
Presunta frode ai creditori: tre indagati

Caso Spring di Pescia, inchiesta della procura di Pistoia: perquisiti gli studi di una nota commercialista e di un perito pistoiesi e di imprenditore che acquistò l’azienda

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PESCIA. Indagata per violazione della legge fallimentare una nota commercialista di Pistoia. Accusata di "atti privati del commissario giudiziale", Monica Bigazzi, 46 anni, è finita al centro di un'inchiesta della procura di Pistoia aperta sulla vicenda della Spring srl, azienda cartotecnica di Pescia che attualmente, dopo vari passaggi di proprietà e un tentativo di concordato fallimentare, sotto il nome di L.P. Tissue sta chiudendo i battenti, mandando a casa, complessivamente, circa 25 dipendenti.

Gli uomini della Guardia di finanza si sono presentati alcune mattine fa nello studio della nota professionista per eseguire un decreto di perquisizione disposto dal pm Luciano Padula, che ipotizza una frode ai danni dei creditori dell'azienda: frode della quale la professionista pistoiese, nella veste di commissario giudiziale del procedimento sarebbe stata al corrente senza però riferirlo, come suo dovere, al giudice delegato. Gli investigatori delle Fiamme gialle hanno sequestrato documentazione cartacea e computer.

Indagato nell'ambito della stessa inchiesta anche un perito industriale, Leandro Rafanelli, 66 anni, di Pistoia, accusato di favoreggiamento personale: secondo la procura, con i suoi pareri non conformi al vero, avrebbe permesso la frode ai danni dei creditori dell’azienda pesciatina, per poi, sentito dagli investigatori, fornire loro dichiarazioni che avrebbero avuto il chiaro intento di compromettere il regolare svolgimento delle indagini.

Terzo indagato, l'imprenditore vicentino Franco Rigon, 69 anni, anch'egli accusato di frode nei confronti dei creditori nell'ambito della procedura del concordato preventivo: gli viene contestata la violazione dell'articolo 236 della legge fallimentare.

Anche i loro uffici sono stati perquisiti nei giorni scorsi dalla Finanza, così come la sede della ex Spring srl e gli uffici della L.P. Tissue srl di Vicenza, società che a suo tempo aveva acquistato la maggioranza dell'azienda pesciatina.

Proprio dal tale passaggio di proprietà era nato, a fine 2010, un esposto in procura presentato, attraverso l'allora coliquidatore, da parte dell'ex socio di maggioranza, Piero Ciampi, che aveva dato origine ad una prima inchiesta, poi archiviata dal gip, non per insussistenza dei fatti ma per decorrenza dei termini per la presentazione della denuncia stessa.

L'azienda, che allora contava 25 dipendenti, era stata fondata dalla famiglia Ciampi, che, però, trovatasi in difficoltà economiche, aveva deciso di cedere il 60% delle quote alla Cartindustria Veneta. Quest’ultima, successivamente, aveva messo in liquidazione la Spring nominando un liquidatore di propria fiducia. A quel punto si era fatta avanti la società Lp Tissue, costituita ad hoc dalla stessa Cartotecnica.

Perito sia dell'una che dell'altra parte nella compravendita era stato nominato Leandro Rafanelli, accusato di essere perfettamente al corrente che compratore e venditore erano in realtà la stessa persona. È accusato di aver favorito, nel passaggio di proprietà, operazioni che avrebbero svalutato il magazzino della Spring danneggiando così i creditori della stessa.

Operazione della quale, secondo il pm, si sarebbe accorta (avvertita, secondo la procura, dallo stesso Ciampi e dal suo avvocato) la commercialista Bigazzi quando la nuova proprietà, a causa delle persistenti difficoltà, aveva chiesto ed ottenuto l'accesso al concordato preventivo. Proprio su questo punto, Ciampi ha presentato in procura, lo scorso giugno, l’esposto che ha dato il via alla nuova inchiesta: «Nonostante la precedente archiviazione – spiega – non mi sono voluto arrendere».

Secondo la procura, la professionista avrebbe dovuto riferire della presunta distrazione di beni al giudice delegato che, a quel punto, avrebbe interrotto la procedura del concordato per accertare la situazione e, nel caso, dichiarare il fallimento, con conseguente avvio di un'indagine per bancarotta fraudolenta. Invece il concordato è andato avanti, portando un danno per i creditori della Spring-Lp Tissue. Il vantaggio per la professionista pistoiese sarebbe consistito nell'incassare il previsto compenso anticipato che viene liquidato ai commissari giudiziali, una cifra proporzionale all'attivo riscontrato nell'azienda ammessa al procedimento: nel caso specifico, circa 120.000 euro.

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