La polizia sgomina la gang dei predoni della notte
Scuole, bar, alberghi, private abitazioni: arrestati dalla Mobile sei romeni accusati di aver messo a segno o tentato undici colpi in provincia e non solo
MONTECATINI. Una banda di predoni li hanno definiti gli investigatori. Che uscivano al calare della notte per fare razzia di tutto ciò che potesse avere un valore per i ricettatori: dai prosciutti alle scarpe, alle bottiglie di alcolici, all’abbigliamento, agli strumenti musicali, alle sigarette, alla carne. Scuole, bar, private abitazioni, negozi, alberghi, distributori di carburante: ogni obiettivo per loro andava bene.
Ritenuti responsabili di almeno 11 furti messi a segno tra la Valdinievole e Pistoia, e anche fuori provincia, all’alba di ieri la Squadra mobile della questura ha arrestato cinque cittadini romeni (tre uomini e due donne), mentre un altro loro connazionale, che per il momento era riuscito a sfuggire all'arresto, è stato rintracciato nella tarda mattinata a Milano, in casa della suocera, dove stava aspettando di salire, l’indomani, su un aereo diretto in Inghilterra.
Si tratta di Vasile Costel Neacsu, 36 anni; Marius Vasile Turcan, 28, e la sua compagna Romina Mirabela Istrate, 27 (diventata mamma da circa un mese e per questo messa agli arresti domiciliari); Gheorghe Spataru, 28 anni; Elena Madalina Florea, 22. I cinque sono tutti domiciliati a Montecatini, mentre il connazionale arrestato a Milano abitava ad Uzzano: Marian Dobre, 29 anni.
Le indagini alla base dei fermi di polizia giudiziaria, scattati su ordine del pm Giuseppe Grieco per l'alto rischio di fuga degli indagati, hanno preso il via dopo un furto con scasso messo a segno nella notte del 15 marzo nel bar annesso al distributore Esso lungo Variante Lucchese, alle porte di Pistoia.
«Qualche traccia viene sempre lasciata dai ladri – spiega il capo della Mobile, il vicequestore Antonio Fusco – ed è grazie a tali tracce che in questi anni abbiamo effettuato decine di arresti. Naturalmente non diremo di che tipo di traccia si tratta, ma anche per questo furto è stato così».
Fatto sta che le indagini della squadra mobile, portate avanti anche con intercettazioni e pedinamenti (indispensabili per acquisire le prove inconfutabili necessarie in un futuro processo) hanno permesso di concentare l’attenzione sulla banda di cittadini romeni da tempo domiciliati in Valdinievole.
La frequenza con cui i malviventi pianificavano e realizzavano i loro colpi ha evidenziato l'esistenza di un fenomeno preoccupante per cui, anche se nella maggior parte dei casi i colpi non hanno fruttato grossi bottini al gruppo, ha invece provocato notevoli danneggiamenti, e conseguenti spese, per le vittime. Tra i colpi tentati anche quello della notte del 15 aprile alla stazione ferroviaria di Pescia, dove i banditi provarono a portare via la cassaforte.
Come detto, sono 11 i colpi riusciti e non attribuiti dagli investigatori al gruppo: distributore Esso “La Fortezza”, a Pistoia, il 15 marzo (furto riuscito); Bar Mercato a Montecatini il 5 aprile (riuscito); scuola "Anchise Picchi a Collesalvetti il 10 aprile (riuscito); biglietteria della stazione ferroviaria di Pescia il 15 aprile (furto tentato); bar Sabbatini di Pescia il 16 aprile (furto tentato); negozio “Angela Moda” a Montecatini il 23 aprile (furto riuscito); bar Santa Lucia a Uzzano il 26 aprile (tentato); Hotel Impero a Montecatini il 28 aprile (qui avevano rubato anche rosticciana e prosciutti); istituto alberghiero Martini a Montecatini (riuscito) il 2 maggio; di nuovo il bar "Sabbatini" di Pescia il 3 maggio (e in questo caso il colpo è riuscito) e, infine, il furto messo a segno il 7 maggio al bar tabacchi "Il Ponte" di Serravalle.
Nel corso delle perquisizioni nelle abitazioni degli indagati eseguite ieri all’alba è stato recuperato numeroso materiale proveniente proprio da quegli undici furti, ma anche refurtiva di altri colpi ancora non individuati con esattezza, anche se sembra che alcune paia di scarpe da donna ritrovate provengano da un grosso furto (15.000 paia rubate) messo a segno recentemente in un calzaturificio di Fucecchio.
In casa di Neacsu, in cui abitava anche la Florea, i poliziotti hanno trovato anche una bicicletta elettrica nera e grigia “Macobike” con la scritta Giovannelli Cicli, e una mountainbike gialla con la scritta Price Rice Bike i cui proprietari non sono stati ancora identificati.
Secondo gli investigatori la merce in gran parte era destinata a raggiungere la Romania, dove veniva inviata attraverso corrieri o trasportata direttamente. Questo è quanto risulta da alcune conversazioni telefoniche intercettate. «Ho delle cose da fare qui – dice per esempio uno dei fermati parlando con la madre in Romania – ma ti ho detto, io raccolgo della merce e te la mando a casa, perché voglio comprare una macchina grande, vendo questa e compro una macchina grande e vengo a casa con la macchina piena».
Massimo Donati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
