Il Tirreno

Montecatini

Doppie fatture, commerciante denunciato per falso e truffa

di Sabrina Chiellini
Doppie fatture, commerciante denunciato per falso e truffa

L’uomo, titolare di un negozio di generi alimentari, è accusato da una banca di aver riscosso anticipi per 500mila euro e poi di aver falsificato le fatture consegnate ai clienti

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Un commerciante, residente in città e conosciuto in tutta la provincia di Pisa nel settore della ristorazione, è stato denunciato dai carabinieri di Castelfranco di Sotto.

L’uomo è accusato dei reati di falso e truffa. Il provvedimento è arrivato a conclusione di una lunga indagine dei carabinieri, partita da una denuncia presentata da una banca che ha una filiale a Orentano. Il commerciante, Franco Gialdini, 58 anni, stando alle accuse, in qualità di legale rappresentante di una società attiva nella distribuzione di generi alimentari nel settore della ristorazione, aveva preso accordi con la banca che gli anticipava i soldi delle fatture, in quanto i clienti dell’azienda Gialdini & Picchi di Ponte Buggianese avrebbero poi saldato quelle fatture direttamente alla banca.

Con un piccolo trucco sulle fatture, stando a quanto è emerso dopo le prime verifiche (inizialmente da parte del personale della banca e poi dei carabinieri) il commerciante avrebbe riscosso due volte, nel senso che prima si è fatto anticipare il denaro dall’istituto di credito e poi ha incassato pure le fatture.

Ora la banca lo accusa di avere falsificato le fatture che rilasciava ai clienti al momento della consegna con pagamento immediato. Così ha raggirato la banca per almeno 500mila euro, stando a quanto è stato spiegato dai carabinieri della compagnia di San Miniato.

Per un po' di tempo il commerciante ha rilasciato fatture regolarmente a nome della ditta e con gli estremi per il pagamento in banca. E tutto è andato bene. Una volta che questo “sistema” era abbastanza collaudato è successo qualcosa che lo ha fatto inceppare e che ha creato un danno all’istituto di credito. Quando il titolare della società si è trovato in difficoltà economiche avrebbe deciso di arrangiarsi. Ha cominciato ad incassare direttamente lui i soldi truffando la banca e falsificando le fatture.

Come avveniva la truffa? In maniera abbastanza semplice, sebbene il meccanismo non sia stato subito scoperto. La banca riceveva la fattura regolare, mentre ai clienti il commerciante consegnava una copia modificata. Falsificando alcune parti l’uomo riusciva a cambiare i dati e cancellava la parte che serviva per indicare il pagamento diretto in favore della banca. I clienti, all’oscuro del “problema” e cioè del fatto che su quelle somme il legale rappresentante dell’azienda di generi alimentari aveva già ricevuto un anticipo, hanno pagato all’azienda fornitrice. Quando il presunto raggiro è stato scoperto il personale della banca ha cercato di saperne di più. È stato sufficiente mettere a confronto le varie fatture per capire dove stava l’inghippo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani