Meteo
Casa di Pinocchio al mercato dei fiori per attirare turisti
Un progetto da centomila presenze per gli investitori. Ma non mancano polemiche per il collegamento con Pepar
PESCIA. Più di centomila visitatori in sei mesi. Tale è l'indotto che, secondo gli investitori, potrebbe generare la casa di Pinocchio, manifestazione dedicata al celebre burattino di Collodi, che dovrebbe essere ospitata all'interno del nuovo mercato dei fiori di Pescia.
Secondo alcune indiscrezioni, la manifestazione - che ricalca per certi versi “la casa di Babbo Natale” che tanto successo ha avuto a Montecatini, avrà carattere stagionale (vale a dire sarà aperta nella stagione estiva) e prevederà il pagamento di un biglietto unico, comprensivo anche della visita al parco di Collodi.
Gli “ingredienti” dell’iniziativa sono ancora tutti da scoprire, ma è facile pensare a giochi, spettacoli, laboratori, tutti legati al nome del burattino (un po’ come avvenuto a Montecatini, con la casa di Babbo Natale appunto).
A voler finanziare il progetto ci sarebbe un gruppo di imprenditori guidati da Federico Incerpi, noto a Pescia come titolare della Pepar, la ditta che gestisce in regime di project financing i parcheggi nella zona dell'ospedale. E proprio la sua presenza avrebbe fatto baluginare l’idea che la concessione degli spazi all'interno del Mefit possa essere utilizzata quale “utile merce di scambio”, per ottenere dei vantaggi che poi ricadrebbero sull'intera cittadinanza.
Il qualcuno in questione è Roberto Franchini, rappresentante del gruppo pesciatino di Fratelli d'Italia-An, il quale ha suggerito al primo cittadino di concedere sì l'utilizzo del Mefit o della vicina Piazza dei Fiori, ma di farlo in cambio di condizioni più vantaggiose per l'utilizzo dei parcheggi dell'ospedale, in primis la tanto sospirata riduzione delle tariffe.
«Prima di fare o dare concessioni per l'uso del Mefit – ha sottolineato Franchini – il sindaco faccia accordi ben precisi per quanto riguarda i parcheggi all'ospedale, svincolandosi da esose richieste che costringeranno i cittadini ad usare per forza il parcheggio della Pepar. Per permettere l'uso della struttura del mercato, dunque, il Comune si faccia pagare bene, come questo imprenditore usa fare con gli utenti del parcheggio dell'ospedale. Se L'imprenditore non accetta, gli dica che la casa di Pinocchio vada a farla a Collodi, che è pure il luogo storico ed ideale».
Ma la Pepar con la casa di Pinocchio, secondo Giurlani, sono due cose separate: «L'interlocutore che ho io per la Casa di Pinocchio non è la Pepar – ha sottolineato il sindaco – il fatto che gli imprenditori possano essere in qualche modo legati a Federico Incerpi è un altro discorso, ma ad ogni modo non c'è nessun legame con la Pepar». Stando così le cose è automatico che viene meno il “do ut des”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
