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Si controlleranno le foto aeree contro gli abbandoni di eternit

Si controlleranno le foto aeree contro gli abbandoni di eternit

L’ultimo caso di una lunga serie in via Fantozzi: dalle verifiche sulle vecchie riprese dall’alto si cercherà di scoprire da dove sono state rimosse le coperture in amianto per denunciare l’autore

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BUGGIANO. Guerra agli abbandoni di amianto. È quella che annuncia il sindaco di Buggiano Andrea Taddei dopo l'ennesimo episodio segnalato in città.

Si tratta di una scena purtroppo familiare, di quelle che periodicamente capita di vedere ai bordi della strada, specialmente se quella che percorriamo è una via di campagna. Un mucchio di lastre di eternit, fino a poco prima utilizzate come tettoie, ammucchiate a terra. A volte, quando va bene, ancora intere, altre volte (la situazione peggiore) più o meno frantumate.

Una situazione del genere è stata notata nei giorni scorsi in via Fantozzi, a Borgo a Buggiano. Accanto ai cassonetti della strada, una traversa di via Ventiquattro Maggio nella campagna alle spalle di Villa Bellavista, è comparso un mucchio di lastre in eternit, messe in bell'ordine una sopra l'altra.

Una scena comune dicevamo, troppo comune, al punto che appena pochi giorni prima dell'ennesima scoperta proprio a Buggiano il Comune aveva organizzato un convegno, con la partecipazione di Asl, Arpat e Legambiente, dedicato proprio al problema dell'eliminazione dell'eternit (che, ricordiamo, ha tra i suoi componenti principali il cancerogeno amianto) e che, purtroppo, ha avuto una partecipazione assai inferiore alle attese.

Un appuntamento per parlare proprio dello smaltimento di questo materiale, un tempo molto utilizzato soprattutto nelle zone di campagna come la nostra per costruire baracche e rimesse, o cassoni dell'acqua, e che negli ultimi anni si è scoperto essere potenzialmente pericoloso. Trattandosi di un rifiuto speciale anche il suo smaltimento non è cosa facile ed economica, ed è così che nel tempo, man mano che le vecchie baracche venivano disfatte, hanno cominciato a spuntare come funghi queste discariche in eternit.

Una situazione che dopo la bufera del 5 marzo si è incancrenita, con tante coperture portate via dal vento e con un incremento del materiale da smaltire.

L'ultimo e notevole rinvenimento in via Fantozzi ha fatto perdere la pazienza al sindaco, il quale ricorrendo ai social network (vedi riquadro) ha annunciato controlli rigidi per cercare di risalire al colpevole, individuando una strategia che potrà essere utilizzata anche nei futuri casi di abbandono.

E adesso ci sono due problemi da affrontare: quello dei costi e quello dei tempi. Per quello dei costi il ricorso a una ditta specializzata costerà parecchio, come stimato anche dal sindaco, e quei costi finiranno nelle bollette di tutti i buggianesi, che dovranno pagare di tasca propria per l'inciviltà altrui.

Poi c'è il tema dei tempi, perché rimuovere l'eternit richiede un iter complicato, fatto di pratiche più burocratiche che materiali, e la previsione del sindaco (15-20 giorni) è stata probabilmente sin troppo ottimista. I tempi per la rimozione possono facilmente raggiungere il mese e mezzo di tempo e, come spiega Taddei, "l'unica cosa che possiamo fare nel frattempo è "isolare" la zona degli abbandoni con delle fettuccine bianche e rosse che di certo non proteggono".

Per fortuna in questo caso i pannelli in eternit sono tutto sommato integri, e quindi non ci dovrebbe essere la dispersione di amianto nell'aria. Ciò non toglie che il responsabile di questo comportamento abbia dimostrato tutta la sua incività e, in un certo senso, anche la propria idiozia.

Sì, perché come emerso nella riunione purtroppo ignorata, smaltire l'eternit è sì costoso, ma molto meno di quanto si pensi (specialmente se fatto in proprio seguendo una serie di accorgimenti e utilizzando un abbigliamento adeguato), e soprattutto molto meno di quanto si rischia di dover pagare - anche in termini di denuncia penale - se si viene scoperti.

Luigi Spinosi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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