Meteo
Truffa milionaria sui mutui casa, in quindici alla sbarra
E' residente a Gambassi e domiciliata a Montecatini la persona ritenuta dall'accusa la mente del raggiro ai danni di Intesa San Paolo di Prato che ha fruttato oltre un milione di euro
PRATO. E' residente a Gambassi ma di fatto domiciliato a Montecatini la persona che secondo l'accusa è la mente di una truffa milionaria ai danni della banca Intesa San Paolo.
Ma andiamo per ordine. Avevano chiesto e ottenuto mutui dalla banca per l'acquisto di case, attraverso alcune società immobiliari. Dopo aver pagato regolarmente una o due mensilità del mutuo, sparivano, con la complicità e il guadagno anche da parte delle società immobiliari. Un giochetto che, attraverso alcuni riscontri, è stato scoperto dalla banca Intesa San Paolo, che ha denunciato il fatto avendo riportato un danno di 1 milione e 200mila euro. In tribunale davanti al giudice Jacqueline Magi si è svolta la prima udienza del processo, che vede imputati ben quindici persone, a diverso titolo, per truffa aggravata. I fatti risalgono al 2007 ed aprire l'inchiesta era stato, all'epoca, il pm Michela Guidi. L'inchiesta è stata poi ripresa più di recente dal procuratore capo facente funzioni Antonio Sangermano, che si è avvalso delle indagini del Nucleo di polizia tributaria dei carabinieri. Per quattro dei quindici imputati grava l'accusa più seria, quella di associazione a delinquere, prevista dall'articolo 416 del codice penale. Si tratta di Vincenzo Passarello, siciliano di Gangi (residente a Gambassi ma domiciliato a Montecatini, individuato come la mente principale della truffa), Maria Carmelina Passarello, Massimiliano Arnulfo e Alberto Mazzoni, segretario del Collegio dei geometri di Prato, in veste di consulente per conto di Intesa San Paolo. Sulla sua posizione lavvocato difensore Alberto Rocca è convinto dell’assoluta innocenza. "Mazzoni aveva charito tutto nell’udienza preliminare - dice Rocca - ha messo solo una firma sulla perizia per conto del suo praticante. Sono davvero sorpreso che il pm lo abbia ugualmente rinviato a giudizio, per di più con l’accusa grave di associazione a delinquere. Sono più che convinto che la sua posizione verrà rivista nel corso del processo".
Passarello era l'amministratore della società immobiliare Logica, la principale coinvolta nell'inchiesta, ma dalle stesse verifiche della banca, come ha testimoniato ieri in tribunale il direttore auditing del gruppo Intesa San Paolo, risultavano ricondursi a lui anche le altre società attraverso le quali sono avvenute le accensioni di altri mutui: la Ate srl, Edil 90, Cp Group srl e Carifin spa. Tanti nomi ma, di fatto, una sola organizzazione il cui scopo era quello di favorire l'erogazione di mutui casa ad amici e denaro a loro stessi, attraverso compavendite di immobili tra le varie società, con valori di mercato reali che venivano gonfiati anche attraverso perizie di consulenti compiacenti. E' stato riferito, per esempio, il caso di un immobile del Pesciatino del valore di 25mila euro rivenduto a un prezzo di 200mila euro. Per accreditare i clienti della banca che chiedevano il mutuo ed agevolarne l'accoglimento da parte di Banca Intesa, la l'organizzazione forniva loro fotocopie di false buste paga. Dai riscontri effettuati dalla banca, sono risultati redditi fortemente gonfiati. Una truffa bloccata il prima possibile da Banca Intesa, che ha però fruttato oltre un milione di guadagni illeciti all'organizzazione e altrettanti danni all'istituto di credito.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
