Terme di Montecatini, stipendi in pagamento entro la fine del mese
Fissata per il 26 marzo la firma dell’atto di compravendita del teatro Verdi. I sindacati: «La proprietà ancora non ha risposto alla richiesta d’incontro»
MONTECATINI. Lo stipendio nell’uovo di Pasqua dei dipendenti delle Terme. È vero, in teoria dovrebbe essere un diritto, ma coi tempi che corrono (soprattutto dalle parte di viale Verdi) è bene non dare nulla per scontato.
I soldi necessari a pagare i lavoratori arriveranno, come noto, dalla vendita del Teatro Verdi: una procedura che, salvo stravolgimenti dell’ultima ora, dovrebbero davvero arrivare con la firma dell’atto, che avverrà il 26 marzo alla presenza dei compratori, la famiglia Cardelli (che gestisce la struttura già da qualche anno). Lo sblocco della vicenda era già stato annunciato trionfalmente dalla Regione, cosa che ha suscitato nei giorni scorsi l’ironia dell’amministratore unico delle Terme: «In realtà il lavoro lo abbiamo fatto noi e i rapporti con la Soprintendenza li abbiamo tenuti noi», aveva commentato Fabrizio Raffaelli.
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E, dopo aver rimandato alla “carta canta” ogni altro commento, ora annuncia che da Firenze (via fax, manco fossimo negli anni Novanta…) è finalmente arrivata anche la documentazione che attesta il passo indietro della stessa Soprintendenza, che non esercitando il suo diritto di prelazione di fatto dà il via libera alla vendita del bene. Soldi che arriveranno peraltro contestualmente alla firma dell’atto: così era infatti previsto dal contratto firmato a fine dicembre tra le parti. Trecentomila euro erano già entrati nelle casse termali, tra caparra e anticipo, gli altri 1,3 milioni arriveranno in viale Verdi la prossima settimana. «Se tutto va bene – conferma Raffaelli – procederemo al pagamento degli stipendi entro la fine del mese».
Ma ora a chiedere “carta canta” sono i sindacati. «A oggi – dice Aniello Montuolo, Fisascat Cisl – non abbiamo avuto alcuna comunicazione, né ufficiale né ufficiosa. E, tanto per non farci mancare niente, non abbiamo avuto risposta neanche alla nostra urgente richiesta d’incontro con Comune e Regione. Ma il problema degli stipendi è ora per noi prioritario: i dipendenti sono arrabbiatissimi mentre qui si continua a giocare sulla pelle dei lavoratori. Un gioco quanto mai brutto, con azienda e Regione che continuano a dire anche cose diverse».
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