«Mai visto ubriachi gettarsi in mezzo alle auto»
Il titolare dello “Sheikh” di Montecatini smentisce le ricostruzioni di giochi pericolosi di minorenni
MONTECATINI. «Mai visto ragazzine ubriache che si gettano contro le auto in transito. E se mi fossi trovato di fronte a una scena simile, sicuramente avrei avvertito subito le forze dell’ordine. Tra l’altro il commissariato di polizia è a poche decine di metri e sono certo che avrebbe subito inviato una pattuglia a controllare».
Paolo Merlino è il titolare dello “Sheikh” di corso Roma, un locale molto frequentato da giovani e giovanissimi. Si è sentito indirettamente tirato in ballo dal dibattito aperto sui giornali dopo che era stato pubblicato un post su Facebook in cui si raccontava, appunto, di minorenni ubriache che il sabato sera facevano “la roulette russa” in mezzo al traffico davanti a un locale di corso Roma.
«Il mio – puntualizza Paolo – è l’unico locale della strada frequentato dai giovani al sabato sera, ed è per questo che in molti mi hanno fermato chiedendomi cosa succede, se davvero diamo da bere alcolici ai minorenni, e cose del genere. Voglio dire con molta chiarezza che noi non serviamo alcolici a chi non ha 18 anni e abbiamo un dipendente addetto proprio a controllare i documenti di chi ci chiede questo tipo di bevande. Anzi, appositamente per loro il locale ha una sessantina di cocktail analcolici adatti a tutti i gusti e a prezzi per loro abbordabili. Certo, può succedere che nel nostro bar, come in altri, si presentino ragazzini già alticci, perché magari hanno fatto scorta di alcolici nei negozi, o se li sono portati da casa nascondendo poi le bottiglie dietro le auto in sosta. Ma di certo questi da noi non assumono altro alcol. Non vorrei che tutta questa storia sia stata montata da qualche adulto che magari, in passato, è stato allontanato dal locale perché non aveva comportamenti da noi ritenuti consoni. E comunque se qualcuno avesse davvero notato comportamenti che mettono a rischio l’incolumità di giovanissimi, non capisco perché non abbia chiesto l’intervento delle forze dell’ordine, anziché limitarsi a fare una segnalazione su una pagina di Facebook».
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