Profughi: l’ipotesi San Domenico resta ancora in piedi
Il destino dei rifugiati al centro del dibattito in consiglio In caso di arrivo alla casa di riposo sarà una coop a gestirli
PESCIA. Il tema dei profughi torna per l'ennesima volta sull'agenda dell'amministrazione. A sollevare la questione, nell'ultima seduta del consiglio di martedì è stato il capogruppo di un'Altra Pescia, Oliviero Franceschi che ha interrogato il sindaco sulla possibilità, più volte annunciata nei mesi passati, che un certo numero di immigrati possa trovare accoglienza nella casa di riposo San Domenico.
Nel caso in cui l'ipotesi divenisse concreta chi si farà carico del trasferimento e quando? Chi incasserà le somme che lo Stato eroga per ciascun profugo? E chi provvederà materialmente ai loro bisogni? Questi alcuni degli interrogativi posti dal consigliere d'opposizione. Dalla risposta dell'amministrazione è emerso che il comune metterà a disposizione unicamente l'alloggio, ma a gestire il servizio e intrattenere i rapporti con la prefettura sarà una cooperativa sociale, specializzata nella gestione degli immigrati, che fa parte del consorzio Coeso di Pistoia, vincitore del bando, indetto dalla provincia. Smentita quindi l'ipotesi che dietro la volontà dell'amministrazione, più volte difesa, di gestire gli immigrati ci sarebbe un tentativo di farne un business.
A scongiurare l’eventualità l'assessore alle politiche sociali Elisa Romoli, che sulla presunta inadeguatezza della struttura individuata dal comune (e sulla quale le forze d'opposizione hanno manifestato tutti una ferma contrarietà), ha spiegato che l'area designata all'accoglienza è separata e autonoma rispetto al corpo principale, dove vengono alloggiati gli ospiti della struttura. Quanto ai costi da sostenere e ai possibili introiti ha detto che «a farsi carico dei bisogni degli immigrati sarà la cooperativa, il comune non avrà alcun costo, riceverà semmai un piccolo contributo per il fatto di mettere a disposizione una struttura propria. Anche le risorse messe a disposizione dallo Stato saranno percepite dalla cooperativa».
Non hanno trovato, invece, risposta le questioni relative alla trasformazione della gestione degli immigrati in una risorsa per il San Domenico, che pure Franceschi non ha mancato di sollevare e quelle inerenti le tempistiche.
«I tempi non li conosciamo nemmeno noi – ha sottileato la Romoli – ci stiamo lavorando. Così come stiamo lavorando alla possibilità di trasferire parte di questi ragazzi a Vellano». A quest'ultimo proposito, domani si svolgerà un ulteriore incontro della popolazione vellanese con il sindaco e gli operatori del consorzio Coeso per tirare le somme (ci sono già stati altri 2 incontri) e prendere una decisione definitiva.
Nel merito della questione, in consiglio, è intervenuto anche il sindaco Oreste Giurlani, per ricordare che «l'accoglienza è un dovere e Pescia non è razzista».
Maria Salerno
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