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Pescia: ultima settimana dei profughi all’hotel dei Fiori

Maria Salerno
Pescia: ultima settimana dei profughi all’hotel dei Fiori

Entro il 3 marzo dovrebbero lasciare la struttura dichiarata non sicura ma non si sa ancora per dove, riunione a Vellano

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PESCIA. Il tempo di permanenza dei profughi all'hotel dei Fiori sarebbe davvero prossimo alla scadenza. Voci ufficiose indicano il 3 marzo come la data entro cui la struttura dovrebbe essere liberata.

È trascorso circa un mese, infatti, dal sopralluogo effettuato dal comando provinciale dei vigili del fuoco da cui erano emerse carenze nell'impianto antincendio tali da richiedere l'allontanamento, a stretto giro, degli ospiti. Ma ad oggi non è ancora chiaro quale sarà la loro destinazione futura.

Certo, sembra definitiva la decisione di farli rimanere a Pescia. In un primo tempo, si era ventilata l'ipotesi di accoglierne un discreto numero (circa 25) alla Rsa San Domenico, ipotesi che ad oggi non risulta definitivamente accantonata – stando alle parole del presidente dell'ente Nicola Romagnani – che ribadisce la disponibilità della struttura all'accoglienza e rimane in attesa di conoscere gli sviluppi della vicenda. In un secondo tempo, sembrava Vellano la meta individuata per dare asilo agli immigrati.

L'amministrazione e la cooperativa che dovrebbe seguire la gestione dei profughi hanno incontrato la popolazione in due diversi incontri, ma anche su quel fronte nessuna decisione definitiva sembra essere stata ancora presa.

L'assessore al sociale, Elisa Romoli, ha annunciato lo svolgimento a breve di un ulteriore incontro coi vellanesi, al quale prenderanno parte anche le forze dell'ordine per chiarire i dubbi, finora sollevati circa la questione “sicurezza”, che è quella a suscitare maggiori perplessità.

Nel frattempo le prefetture stanno cercando di strutturare l’accoglienza nel modo migliore possibile, minimizzando l'impatto sociale sulle popolazioni, e cercando anche di dare opportunità agli immigrati di poter restituire con il lavoro volontario qualcosa alle comunità che li ospitano.

Ma nonostante la procedura amministrativa ordinaria vorrebbe i profughi già fuori da una struttura, dichiarata “poco sicura”, al momento non risulta pronta nessuna sistemazione alternativa.

 

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