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Subito un piano aziendale e via gli incapaci dalle Terme di Montecatini

Giovanna La Porta
Subito un piano aziendale e via gli incapaci dalle Terme di Montecatini

Loepoldine, Donzelli all’attacco: “Con la sua delibera la Regione ha certificato una situazione di pre-dissesto della Spa”

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MONTECATINI. «Un piano aziendale subito e rimozione degli incapaci dagli incarichi». Questa, in sintesi, la richiesta di Fratelli d'Italia che domenica 15 febbraio hanno allestito il gazebo in piazza del Popolo per raccogliere firme contro la gestione delle Terme di Montecatini Spa. E hanno ricevuto la visita di Giovanni Donzelli, consigliere regionale e candidato alla presidenza che ha preso a cuore la questione. Tanto da aver intrapreso, di recente, una ispezione dei cantieri delle Leopoldine.

Pre-dissesto. In mattinata le sigle raccolte allo stand avevano superato il tetto di 150 firme. «Non ci interessa la questione delle poltrone - sostiene Donzelli - è inutile spostare l'attenzione dai problemi reali. La delibera della giunta regionale regionale, che Enrico Rossi ha firmato, mette alla luce una situazione di pre-dissesto. L'incarico a Fabrizio Raffaelli come amministratore unico delle Terme è stato affidato congiuntamente da Regione e Comune, ora prendono le distanze. Occorre che ciascuno si prenda le proprie responsabilità. Noi intendiamo tenere alta l'attenzione. Se anche dovessero concludere, come annunciato, il cantiere entro 30 mesi, sarebbe sempre troppo tardi per ripartire. Anche per quanto riguarda la capacità di accoglienza della struttura, una volta ultimata, non c'è chiarezza. Chi paga il mutuo? È chiarezza che noi pretendiamo».

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Fatto un disastro. A raccogliere le firme sotto il gazebo, insieme a Ilaria Michelucci, anche Giada Nardini, nuovo acquisto di Fratelli di Italia. Nardini, per mesi, ha lavorato nella lista civica di Riccardo Sensi e Luca Baroncini, dove si era anche candidata alle ultime elezioni. «Ho intenzione di impegnarmi a fondo per il bene della città», ha dichiarato. Donzelli ha affondato: «A cosa deve servire l'annunciata protocollo? E soprattutto, quando sarà pronto? Dalla Regione non ci sono notizie chiare in questo senso. Non credo nemmeno che sarà la Ventura a risolvere la situazione. Qui, nel tempo, è stato fatto un disastro. Il dissesto è ormai avviato, servono iniziative serie». Michelucci indica un cartellone che sintetizza i passaggi della storia delle Leopoldine: "2015, l'incubo di un cantiere fermo con un costo più che raddoppiato».

 

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