La città ricorda Bob a 50 anni dalla morte su un campo di calcio
Il 14 febbraio del 1965 l’incidente fatale di Roberto Strulli Tante iniziative in memoria del portiere dell’Ascoli
MONSUMMANO. Nel nome di Roberto Strulli nascerà un gemellaggio tra Intercomunale Monsummano e Ascoli Calcio, la sua ultima squadra, quella che lo ha pianto il 14 febbraio 1965, quando uno scontro di gioco con il centravanti della Sambenedettese, Alfiero Caposciutti, gli fu fatale. E dopo 14 ore di coma lo portò alla morte: la mandibola gli aveva sfondato il cranio, si spense a 27 anni.
Ma al “Bob”, portiere di talento, monsummanese doc, ad Ascoli verrà anche intitolata una piazza nei dintorni dello stadio e il nuovo centro sportivo in costruzione. Mentre nella sua città natale, oltre allo stadio comunale e al torneo riservato alle categorie giovanili che va avanti fin dal '65, verrà istituito il Premio “Strulli”, che sarà consegnato ogni anno al tesserato dei Giovani Calciatori Monsummano che si è distinto per “dedizione, passione e talento”.
Ieri, a 50 anni dalla tragica scomparsa di Strulli, una mattinata ha ricordato questo ragazzo di paese, la sua vita, il suo lavoro in un calzaturificio, il suo grande amore per il pallone che lo avrebbe portato da Monsummano alla Lucchese e poi all'Ascoli, in serie C, con un futuro ai massimi livelli del nostro calcio: la maglia del Milan. Ricordi, storie, sensazioni, memoria: emozionatissimi in un'affollata sala consiliare il figlio di Bob, Roberto (si chiama proprio come lui), nato il 15 aprile '65, a due mesi esatti dalla morte del padre, e la sorella del portierone, Adriana. Non riescono a parlare, tanta è la commozione, ma anche la gioia, la riconoscenza. Seppur dopo mezzo secolo.
«Oggi non è per noi un giorno triste – ha detto l'assessore allo sport Luca Buccellato – se fosse qui Bob sarebbe tutti i giorni “in cima di piazza”, come si dice a Monsummano, con i suoi amici. La città non ha mai dimenticato Strulli e attraverso di lui vogliamo avvicinarci alla sua ultima patria sportiva, Ascoli».
“Per passione e con talento” è il libro che Emanuela Vigilanti e Giancarlo Innocenti, suo primo allenatore nel Gs Mazzola, hanno scritto per rendergli omaggio: una quarantina di pagine con cenni di vita, ricordi, aneddoti, articoli di giornale, fotografie. Più o meno gli stessi cimeli che compongono la mostra dedicata a Strulli al Museo della Città e del Territorio, visitabile fino al 15 marzo.
«Siamo qui per ricordare un grande personaggio che ha dato lustro allo sport monsummanese – ha aggiunto Innocenti – Roberto era un uomo leale, temerario, impetuoso nel gioco, lo dimostra la pericolosa uscita dalla porta che poi gli ha causato l'infortunio mortale». A rendergli omaggio, ieri mattina, c'erano tanti suoi amici e compagni di squadra, c'era un rappresentante della tifoseria dell'Ascoli e c'erano i suoi piccoli eredi: i giovani calciatori che oggi indossano la maglia amaranto del Monsummano.
Luca Signorini
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