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Incontro con la coop per il salvataggio del San Domenico

Incontro con la coop per il salvataggio del San Domenico

Dopo la minaccia di Idealcoop di lasciare la casa di riposo il presidente del Cda e il sindaco in cerca di una soluzione

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PESCIA. La notizia secondo cui la cooperativa Idealcoop di Pomarance, a partire dal 28 febbraio, cesserà i propri servizi al San Domenico sarebbe “datata” o meglio “non aggiornata”, in quanto non terrebbe conto degli ultimi sviluppi che ha avuto la vicenda.

La precisazione giunge dal presidente del Cda Nicola Romagnani, che annuncia un incontro in settimana tra lui, il sindaco Oreste Giurlani e il presidente della cooperativa Marco Anichini. Possibile, dunque, che dal 29 gennaio, data in cui la cooperativa ha inoltrato alle organizzazioni sindacali la comunicazione nella quale informava della cessazione dei servizi, ad oggi le posizioni siano mutate. Possibile e auspicabile.

«Quale sarà l'esito non sono evidentemente in grado di dirlo – ha sottolineato Romagnani - l'auspicio è quello di trovare un accordo equo e sostenibile per tutti, e gli sforzi di tutti (compreso il sindaco, che sarà presente) andranno in quella direzione».

La comunicazione di Anichini circa la cessazione dei servizi della cooperativa, infatti, aveva suscitato notevole preoccupazione, soprattutto nelle rappresentanze sindacali per il futuro dei lavoratori: «Consapevoli dell’importanza del coinvolgimento e dell’impegno di tutti coloro che sono stati o saranno parte di questo piano di rilancio – hanno fatto sapere con una nota congiunta le sigle sindacali – chiediamo alla cooperativa sociale Idealcoop, al comune di Pescia, al CdA San Domenico e alla Società della Salute l’apertura di un tavolo per avviare un confronto costruttivo, con l’obiettivo del mantenimento del servizio svolto dalla Rsa San Domenico e per la tutela di tutti i lavoratori presenti a prescindere dai loro ruoli e/o contratti di lavoro. Confidiamo pertanto, con l’impegno di tutti, di riuscire nell’obiettivo di mantenere i livelli occupazionali, salvaguardando i lavoratori più deboli e offrendo il necessario servizio all’utenza, in particolare ai soggetti fragili ed alle loro famiglie».

Dall'altra parte, dai banchi dell'opposizione, un'Altra Pescia solleva il dubbio circa il proposito dell'amministrazione di voler «abbandonare qualsiasi piano di salvataggio della struttura (per cui ricordiamo era appena stato approvato un piano di rientro e di risanamento dei bilanci, ovviamente rimasto disatteso) – ha scritto in una nota - per poi adibirla interamente alla funzione di centro di accoglienza per rifugiati, sicuramente molto più conveniente (economicamente) per il nostro sindaco».

Il gruppo di minoranza ha invocato, inoltre, le dimissioni di tutto il consiglio d'amministrazione e ha chiesto che al più presto venga convocato un consiglio comunale aperto agli interventi della cittadinanza sulla delicata situazione in cui versa la storica casa di riposo pesciatina.

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