Il presidio
Terme di Montecatini, parla la consulente incaricata di verificare i conti
Arabella Ventura: «Ho solo il difetto di rimettere le aziende a posto, dietro la mia nomina tante dietrologie e fantasie»
MONTECATINI. Dopo il botta e risposta tra assessore regionale e sindaco il silenzio, aspettando la nuova settimana e la firma del protocollo d’intesa tra Comune e Regione (ci sarà? Le parti assicurano di sì, nonostante tutto) per il rilancio del cantiere delle Leopoldine. E sarà quello il giorno dell’insediamento, a fianco dell’amministratore unico delle Terme di Montecatini Fabrizio Raffaelli, di Arabella Ventura, con l’incarico di fare una valutazione certa dei conti della società di viale Verdi.
Un arrivo, quello imposto dall’assessore regionale Sara Nocentini, suonato come una sfiducia dichiarata all’attuale Au, e che ha scatenato la dura replica del sindaco montecatinese Giuseppe Bellandi (che, in questo, ha trovato anche il sostegno dell’opposizione). Insomma, un muro contro muro tra le due parti, nonché soci nella proprietà delle terme, che dovranno comunque trovarsi lunedì attorno a un tavolo per sottoscrivere il protocollo d’intesa.
Arabella Ventura, già amministratrice delle Terme di Casciana (e già indicata in passato come possibile sostituta di Raffaelli alla guida delle terme montecatinesi), da parte sua, interpellata dal Tirreno cerca di gettare acqua sulle polemiche innescate attorno alla sua nomina, sottolineando il ruolo puramente contabile che sarà chiamata a svolgere: «Io sono stata chiamata a svolgere un lavoro tecnico, basta».
«Ho solo il brutto difetto – dice con una battuta – di rimettere a posto le aziende. Mi è stato dato un incarico sulla base della mia esperienza, tutto qui». Nessun commento invece sulle polemiche innescate dalla sua nomina: «Posso dire ben poco. Diciamo che c’è parecchia dietrologia e molta fantasia a giudicare da quanto è stato detto in questi giorni».
Insomma, dal suo punto di vista la nomina non appare come un qualcosa di “alieno”, in grado di scatenare una levata di scudi come quella cui si è assistito martedì 3 febbraio in occasione della riunione della commissione partecipate. Ma piuttosto come un atto tecnico quasi naturale, dovendo elaborare un quadro economico chiaro in vista dell’auspicato rilancio delle Terme. Un obiettivo che coinvolge direttamente due soggetti proprietari, Terme e Regione appunto.
Intanto, mentre mercoledì 4 l’assessore regionale era a Bruxelles, dal municipio non arrivano ulteriori dichiarazioni: «Quello che dovevano dire l’abbiamo detto», è l’unica frase che arriva dal palazzo.
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