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Colosso del vino e dell’olio all’ombra del Montalbano
Partito il percorso per la fusione dell’Oleificio di Lamporecchio con le Cantine di Terrafino La nuova struttura avrà anche il trenta per cento delle Chiantigiane di Tavarnelle Valdipesa
LAMPORECCHIO. Alla fine sarà un colosso del vino e dell’olio. Di fronte al meteo avverso e alla crisi che ha pesantemente toccato l’agricoltura (soprattutto nel nostro territorio), le cooperative del settore rilanciano e andranno a breve a definire un’operazione di fusione. L’Oleificio Montalbano con sedi a Vinci e Lamporecchio si unificherà con le Cantine Montalbano di Terrafino (Empoli) spaziando dunque dal vino all’olio.
Il percorso è iniziato a fine dell’anno scorso. E, passando attraverso le assemblee dei soci, sarà completato entro il primo luglio. Passaggi lunghi che porteranno a una fusione per accorpamento e che darà il via a una nuova struttura cooperativa. Con un nuovo nome. Che però non sarà difficile trovare perché entrambe le realtà sono legate dall’identificazione territoriale, il Montalbano.
L’Oleificio ha 1.500 soci attivi (in tutto sono oltre 2.000) e controlla circa un milione di piante di olivo sul Montalbano, nell’Empolese, nel Chianti e nella Valdelsa. Le Cantine di Terrafino raccolgono 250 soci.
La fusione porterà benefici a doppio senso. «I produttori di olio potranno usufruire anche delle cantine e quelli di vino avranno il frantoio a disposizione - spiega il presidente dell’Oleificio Franco Neri - Non solo: il salto di qualità sarà anche legato alla commercializzazione del vino perché le Cantine Montalbano detengono anche un 30% delle Chiantigiane, altro consorzio di cooperative con sede a Tavarnelle Valdipesa».
Oltre alle Cantine empolesi ci sono anche le coop Chianti Montalbano di Larciano, le Cantine di Certaldo e le cantine di Colle Valdelsa. In altre parole una realtà enorme nel cuore del Chianti con 170mila quintali di uve prodotte nei vigneti di circa duemila soci. E anche quindici milioni di bottiglie che vengono prodotte all’anno.
Quest’operazione avviene in un periodo davvero nero per la produzione di olio. nelle nostre zone molti produttori non hanno neppure raccolto le olive perché malate. «Ma questa situazione di difficoltà non ci deve spaventare - spiega ancora il presidente dell’Oleificio - bisogna per forza andare avanti, non abbiamo altra scelta».
E in effetti negli ultimi anni l’Oleificio ha fatto passi da gigante. A sessanta anni dalla sua fondazione ha due frantoi, uno a Vinci e l’altro a Lamporecchio. E l'ultimo investimento consistente ha visto la realizzazione del nuovo stabilimento a Vinci, - dove il primo stabilimento era stato costruito fin dal lontano 1978 - dotato di apparecchiature all'avanguardia e aggiornato secondo i migliori standard europei per la trasformazione di olive e la produzione d'olio di alta qualità.
Tutto questo per far fronte all’aumento continuo e costante dei soci della cooperativa, provenienti dai comuni del Montalbano, ma anche - e spesso si tratta di grandi produttori con migliaia di piante d'olivo e molte decine di quintali d'olio prodotti - dai comuni di Empoli, Montespertoli, Montelupo e della Valdelsa.
Al momento l’Oleificio possiede anche il 75% della società per azioni della Montalbano agricola alimentare (fondata negli anni Novanta) che commercializza olio e altri prodotti con 70 milioni di fatturato.
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