Il Tirreno

Montecatini

Sul Treno della memoria insieme ai ragazzi del Martini

Sul Treno della memoria insieme ai ragazzi del Martini

Di ritorno da Auschwitz le testimonianze e le impressioni degli studenti dell’alberghiero di Montecatini. Realizzeranno anche un dvd sulle cinque giornate di studio e riflessione

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MONTECATINI. Il lungo viaggio sul treno della memoria, organizzato dalla Regione Toscana in occasione delle commemorazioni per il settantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz, si è concluso anche per gli studenti delle scuole di Montecatini e Pistoia. Tra questi anche i ragazzi dell'alberghiero diretto da Riccardo Monti. La scuola ha partecipato con una piccola delegazione selezionata al termine di un corso di formazione interno, sulla base di alcuni requisiti oggettivi, come la media dei voti a chiusura dello scorso anno scolastico, i crediti accumulati, la valutazione professionale, il voto in condotta. Studenti disposti ad affrontare un percorso difficile e impegnativo.

Sul treno sono saliti Lara Dami, Antonella Armetta, Silvia Ceccarelli, Alessia Pieri, Thomas Cresci, Irene Andreini, Diletta Bellini, Simone Ceccarelli. Dopo quasi 24 ore di viaggio hanno raggiunto prima Birkenau e poi Auschwitz 1. E, viaggiando, hanno deciso di cucire con l'inchiostro la tela delle loro emozioni. Irene Andreini ha scritto: “Rimanendo sola nella cuccetta, invasa dal rumore quasi assordante delle rotaie e dal freddo che passa dalla finestra, ho potuto riflettere. Pensare a quelle persone che hanno fatto il mio stesso viaggio ma con enormi differenze. La nostra prima preoccupazione era quella di caricare il telefono. Di almeno avere la batteria al 50% per "sopravvivere". Allora ho spento il cellulare, per cinque giorni interi, e ho pensato a loro. Loro che sono saliti sul treno senza conoscere il proprio destino. Viaggiavano nel vuoto. Viaggiavano uno sopra l'altro, qualche volta dormivano perfino su dei cadaveri. Uno addosso all'altro per riscaldarsi. Si facevano forza tutti insieme. Uniti come non mai. Volevi bene anche a uno sconosciuto. Sì, perché l'importante non era caricare uno stupido telefono. L'importante non era stare comodo su delle poltrone. L'importante non era andare in giro per il treno. L'importante non era vedere il panorama fuori dal finestrino. L'importante per loro era Vivere. Sacrificandosi, talvolta, per salvare i loro figli. Niente è più straziante che vedere le foto di quei corpicini. Odio pensare che ci sono state alcune persone che nascondono tutto questo. Odio pensare che anche coloro che hanno visto, facevano finta di niente. È davvero impossibile negare l'evidenza”.

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Diletta Bellini scrive: “Siamo piccole grandi bestie capaci di ritenersi invincibili e immortali. Le lacrime, in quei campi, scendono lentamente e ti bagnano il cuore. Ti senti debole, vuoto, inutile. Ma ti senti anche unico e fortunato. E questo ti aiuta ad avvertire la bellezza delle piccole cose, del tesoro che ci circonda. Ringrazio chi mi ha dato l'opportunità di affrontare un viaggio che mi ha permesso di portarmi a casa un bagaglio di emozioni e di piccole che cercherò di condividere”.

Il fine dell'iniziativa della Regione e del Forum per i problemi della pace e della guerra è proprio quello di formare i giovani, affinché con i loro occhi possano vedere e raccontare ciò che è successo e che potrebbe ancora succedere. Gli studenti del Martini, nelle prossime settimane, realizzeranno un dvd sulle cinque giornate di studio e riflessione.

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