Pescia, tanti no ai profughi al San Domenico
Si schierano contro l’ex assessore Conforti e i capigruppo di opposizione
PESCIA. L'ipotesi di ospitare i profughi al San Domenico è stata accolta da una levata di scudi. Né le rassicurazioni del presidente della struttura Nicola Romagnani, circa la possibilità di offrire ai profughi una vita indipendente da quella degli anziani, né l'ipotesi di metterli al servizio della struttura realizzando al contempo la loro integrazione, né tanto meno “l'assoluta intransigenza” nel rispetto delle regole, sono servite a placare le polemiche.
«Quello che preoccupa più di tutto e che nessuno sembra valutare è l'impatto che questo trasferimento avrà sugli anziani ospiti della struttura – ha evidenziato l'ex assessore Francesco Conforti – e sugli equilibri di convivenza già oggi molto precari e difficili per le tipologie più varie delle persone presenti, alcune autosufficienti e altre no. L'arrivo di tanti ospiti nuovi, così diversi per età, costumi e abitudini rischia di far saltare tutto con conseguenze facilmente immaginabili. E illusorio è pensare di ridurre i rischi ospitando i profughi in una ala un po' appartata della struttura che ha pur sempre degli spazi comuni frequentabili da tutti, come il giardino o la terrazza, a meno che non si pensi a una segregazione vera e propria come una prigione».
Gli fanno eco i capigruppo consiliari dell'opposizione, Oliviero Franceschi (un'Altra Pescia) e Luca Biscioni (Forza Italia). Il primo sottolinea come la possibilità di utilizzare strutture del Comune o comunque pubbliche per gestire l'immigrazione debba necessariamente passare al vaglio del consiglio. Sull'ipotesi di impiegare i profughi in lavori socialmente utili, invece, può esser valutata «solo dopo che saranno esaurite tutte le richieste dei nostri cittadini».
E poi c'è l'aspetto economico: «In caso di trasferimento al San Domenico a chi andranno i pagamenti? – è l'interrogativo che solleva Biscioni – alla Asp o a una cooperativa? Ma quale cooperativa: quella che offre i propri servizi ai migranti oppure a quella che già opera al San Domenico?». Anche molti cittadini sembrano contrariati da questo eventuale trasferimento.
Nonostante tutto, il presidente Romagnani è tranquillo, o almeno questo sembra trapelare delle sue parole, affidate ad un post su Facebook: “Pur non essendo ancora state prese delle decisioni definitive – scrive - ho ritenuto di valutare con attenzione questa ipotesi, perché capace di soddisfare vari aspetti della vicenda: la permanenza a Pescia delle persone coinvolte; la possibilità di facilitarne l'inserimento nel nostro tessuto sociale; la sistemazione non semplicemente alberghiera che il San Domenico è in grado di offrire. Tutto il resto lo gestiremo, non lo temo. Lo faremo con coscienza, attenzione, presenza, sensibilità, comprensione, apertura, carità e intelligenza”.
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