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Ragazzini rapinati sul treno a suon di schiaffi e spintoni

La stazione  Montecatini centrale, in piazza Italia
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La stazione Montecatini centrale, in piazza Italia

Ma alla stazione di Montecatini i sei giovani autori - tutti residenti in Lucchesia - trovano ad aspettarli i carabinieri che circondano il treno e li arrestano. Un testimone ci scrive: "È la gang del terrore"

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MONTECATINI. Quando lo  hanno visto da solo nel vagone, lo hanno accerchiato e poi, a suon di schiaffi e spintoni, hanno costretto il ragazzo a consegnare loro soldi e cellulare. E quando alla stazione di Montecatini Centro sul convoglio sono saliti anche il fratello della prima vittima e un amico, ce ne sono state anche per loro. Uno di essi è un giocatore della Lucchese. Ma quando il treno, diretto a Pistoia, attorno alle 23,15 di venerdì sera, 2 gennaio, è arrivato alla stazione ferroviaria successiva, ad attendere in piazza Italia i sei giovani rapinatori di origine marocchina - tre maggiorenni e tre minorenni, residenti a Lucca, Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano - c'erano già i carabinieri. E per loro sono scattate le manette.

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I militari dell'Arma (quelli del Nucleo operativo e radiomobile di Montecatini assieme ai colleghi delle Stazioni di Ponte Buggianese, Buggiano e Monsummano) sono accorsi sul posto grazie al tempestivo allarme dato dalla capotreno e da uno dei passeggeri (tra l'altro minacciati dai rapinatori) prima che il treno arrivasse nella città termale. Numerose pattuglie si sono schierate lungo tutto il binario, per bloccare qualunque via di fuga, e una volta che il convoglio si è fermato, hanno cominciato a setacciare tutti i vagoni, dal primo all'ultimo.

I sei giovani non hanno così avuto scampo: sono stati bloccati e portati in caserma. Per loro è scattato l'arresto con l'accusa di rapina aggravata. I tre maggiorenni sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa della convalida del Gip. Si tratta di Adam Chahyd, 19 anni, residente a Bagni di Lucca; Oussama Tahrani, 23 anni, di Lucca San Concordio; e Mustapha Erraji, 19 anni, di Bagni di Lucca. Saranno interrogati in tribunale a Pistoia lunedì mattina, 5 gennaio, dal giudice delle indagini prelimirare Patrizia Martucci, chiamata a convalidare gli arresti.

Il tutto ha avuto inizio poco prima delle 23. Il primo ad essere aggredito è stato un 16enne montecatinese di ritorno da Lucca, dove aveva da poco terminato il suo consueto allenamento con la Lucchese Calcio. Sembra che già in passato fosse stato notato dalla banda di bulli. Fatto sta che è stato circondato, preso a ceffoni e spinte e costretto a consegnare soldi. Per poi, secondo quanto ha poi raccontato, essere pesantemente minacciato: "Sappiamo che prendi questo treno tre volte alla settimana. Se parli, torniamo e ti ammazziamo" gli avrebbero detto gli aggressori.

Il ragazzo si era dato appuntamento con il fratello, di poco meno di un anno più giovane, e con un altro amico, 15 anni, alla stazione di Montecatini Centro, la prima che si incontra entrando in città venendo da Lucca. Insieme sarebbero poi dovuti scendere a Montecatini Centro per andare al kartodromo nella vicina area del terminal bus.  L'amico e il fratello (anche quest'ultimo promessa del calcio: milita nel Montecatini Murialdo) si sono subito accorti, anche dai segni sul volto, che era successo qualcosa. 

Ma a quel punto anche loro sono stati circondati dalla gang e  aggrediti a spintoni. Il fratello della prima vittima è stato addirittura isolato e trascinato in un altro vagone, e lì derubato del telefono cellulare e del caricabatteria. All'amico invece sono stati rapinati i pochi contanti che aveva in tasca.

A quel punto, prima che il treno arrivasse alla stazione di Montecatini Centrale, al 112 era già arrivata la chiamata di aiuto. Ma quando il convoglio si è fermato, i sei giovani componenti della gang hanno comunque avuto il tempo di minacciare di nuovo vittime e i testimoni, affinché se ne stessero zitti. E una volta bloccati dai carabinieri, ci sono stati anche attimi di tensione con i genitori dei ragazzi rapinati, accorso nel frattempo sul posto.

 L'operazione che ha portato ai sei arresti ha causato naturalmente qualche ritardo per i treni in transito da Montecatini, ma si è trattato di un'importante risposta alle pressanti richieste di maggior sicurezza arrivate da più parti negli ultimi mesi in seguito al preoccupante incremento degli episodi di microcriminalità a bordo dei treni sulla tratta Firenze-Viareggio. 

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