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Le famiglie di Marliana aprono le porte ai profughi

Le famiglie di Marliana aprono le porte ai profughi

In tanti rispondono all’appello di don Carmignani e accolgono i “marlianeri” per un pranzo di Natale che ha regalato un po’ di calore umano e di conforto

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MARLIANA. “Aggiungi un posto a tavola” è il nome non solo di un famoso musical, ma anche dell'iniziativa promossa dalla parrocchia di Marliana in occasione della festa della sacra famiglia. Una proposta che, alla fine, ha coinvolto tante famiglie del piccolo comune, che hanno invitato per il pranzo di domenica 28 i 40 profughi accolti da alcuni mesi in paese.

All'appello del parroco, don Alessandro Carmignani, hanno risposto con entusiasmo molti abitanti, che hanno scelto di condividere del cibo, ma soprattutto un'accoglienza semplice, perché i ragazzi fuggiti dalle loro terre e lontani dalle loro famiglie potessero vivere una giornata nelle case di Marliana.

«I marlianesi accolgono i marlianeri – spiega don Alessandro – il racconto delle storie di questi giovani e la conoscenza delle nostre tradizioni anche in cucina hanno segnato il dialogo durante l'incontro fatto di gioia vissuta spesso davanti al fuoco, viste le rigide temperature di questi giorni».

I paesani che hanno nel tempo contribuito donando qualcosa, gli adulti scarpe e abiti, i giovani un po’ del loro tempo portando avanti i corsi di italiano, domenica si sono trovati insieme per donare qualcosa di forse ancora più importante: il calore delle relazioni familiari, una parola di comprensione, di conforto e di speranza. «Una speranza per il futuro di questi profughi – prosegue il parroco – molti dei quali ancora parcheggiati a Marliana dalle istituzioni, in attesa che la loro richiesta di protezione internazionale o asilo politico possa essere vagliata dagli enti preposti che, invece, rispondono con grande ed estenuante lentezza. La parrocchia ha scelto di fare la sua parte, come ormai da tanti mesi, e l'iniziativa dell'accoglienza nelle famiglie va proprio in questa direzione».

La scorsa settimana è stata inoltre inaugurata nella sala consiliare del comune la mostra fotografica dal titolo “Sguardi di passaggio”, che vede le fotografie scattate al paese da otto profughi che hanno partecipato ad un corso organizzato sempre dalla parrocchia in collaborazione con Legambiente.

«Questa mobilitazione – conclude don Alessandro – ha fatto comprendere ai marlianesi come i sentimenti e il calore umano rispondano alle attese di chi cerca un futuro migliore e in pace lontano dal proprio paese, molto più di quanto non riescano a fare trattati e accordi internazionali».

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