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Con il Parco regio altri soldi alle Terme di Montecatini

L'area del Parco regio vista dal monumento durante una celebrazione del 4 novembre
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L'area del Parco regio vista dal monumento durante una celebrazione del 4 novembre

Ad acquistare l’area attorno al monumento ai Caduti dovrebbe essere il socio Comune

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MONTECATINI. Si replica l’operazione pineta con il Parco regio? È quanto sarebbe emerso durante l’assemblea dei soci delle Terme. Comune e Regione hanno dato l’autorizzazione alla vendita dei giardini di viale Verdi, quelli che circondano il monumento ai Caduti e che sono ora occupati dalla pista di pattinaggio. Un’area verde che, negli uffici delle Terme, società proprietaria, è classificata come “Parco regio”, in quanto adiacente alla Palazzina regia. «Di tutti i beni immobili presenti nel piano di dismissione, il parco regio era l’unico cui non era mai stata data un’autorizzazione alla vendita. Così ci siamo voluti cautelare in vista di future decisioni», spiega l’amministratore unico delle Terme Fabrizio Raffaelli.

Ma forse c’è qualcosa di più, in questa operazione, di cui si sarebbe discusso proprio in assemblea e che andrebbe a ricalcare quanto già fatto nel recente passato con la pineta. Il Comune un paio d’anni fa acquistò infatti dalle Terme il parco termale, immettendo soldi freschi nelle casse di viale Verdi (2,6 milioni in totale), che assieme a quelli dell’aumento di capitale poi erogati dalla Regione avrebbero dovuto agevolare le attività della società. Il parco regio potrebbe pertanto passare di mano al Comune. Tra le ipotesi di utilizzo emerse anche quella di ricavarne, nel sottosuolo, un parcheggio. Ma questa sembra una strada che nessuno (amministrazione e Montecatini Parcheggi) ha più intenzione di seguire.

L’assemblea, nella stessa seduta, ha concesso una proroga al 31 dicembre 2015 dei tempi per l’aumento di capitale da 1,2 milioni delle Terme da parte del Comune (soldi necessari a ristrutturare il Tettuccio). Una proroga necessaria anche per non sforare i termini previsti dal patto di stabilità. Ma il Comune non potrà certo aspettare la scadenza per procedere al versamento della sua quota, in quanto il piano industriale prevede la chiusura dello stabilimento Excelsior entro la fine del prossimo anno, lo spostamento della cura idropinica nel salone Portoghesi e dei trattamenti benessere al Tettuccio.

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