Meteo
Riaperta la piscina I gestori all’attacco della Provincia
PESCIA. Chiusura non dettata dall’Asl ma da una «decisione arbitraria della Provincia»: parte da qui l’intervento di Stefano Franceschi, presidente della società Acquatica - che gestisce la piscina...
PESCIA. Chiusura non dettata dall’Asl ma da una «decisione arbitraria della Provincia»: parte da qui l’intervento di Stefano Franceschi, presidente della società Acquatica - che gestisce la piscina Marchi - a proposito della chiusura forzata della struttura, che lunedì ha riaperto i battenti dopo una settimana di stop forzato.
«La chiusura non era stata richiesta dall’Asl per problemi di agibilità o sicurezza dell'impianto – scrive Franceschi – ma era frutto della decisione arbitraria degli uffici della Provincia, dal cui comunicato si palesava addirittura il decadimento del nostro mandato come gestori della struttura. Il tutto si è fortunatamente risolto una volta presa coscienza del fatto che, tale mossa, altro non era che un abuso di ufficio, un emendamento senza ragion d'essere che dal 6 al 14 dicembre ha privato noi, tutti i nostri soci e i fruitori a vario titolo dell'impianto della possibilità di utilizzo».
«Ci teniamo a precisare a onor del vero – continua il presidente – che l’Asl ha effettuato un attento controllo ispettivo, con due sopralluoghi, e che ha inviato una nota agli organi preposti per segnalare la necessità di interventi risolutivi di situazioni da correggere. Ma il lavoro dell’Asl non è terminato, e abbiamo chiesto noi stessi, per autotutela, proprio all’Asl, con lettera ufficiale partita venerdì dal nostro legale, di poter tornare (a verificare lo stato dell'arte dell'impianto. Diventa quindi difficile capire a cosa imputare la decisione della Provincia, che ha prodotto questa spiacevole e surreale situazione. Vogliamo evitare di ricercare spasmodicamente le ragioni per le quali si siano spese così tante parole, così tanto inchiostro per infangare il nostro lavoro in modo così ostinato e ingiusto. Non ci vogliamo addentrare nelle dinamiche di tornaconti e promesse tra istituzioni e terzi che siano riusciti a smuovere un polverone diffamatorio così ben orchestrato. Certo noi a questo punto dovremo difenderci nelle sedi opportune».
Ma questa non è, si sostiene dalla società, l’unica penalizzazione subita: «Altrettanto certo è che per noi il progetto di gara dovrebbe andare avanti, la nostra società ha tentato in tutti i modi di poterlo mettere in atto, e il fatto che la fidejussione a garanzia del finanziamento che la Provincia avrebbe dovuto rilasciare non sia mai arrivata è per noi una doppia beffa. Da una parte perché in questo Progetto ci crediamo, e molto, dall'altra perché nell'attesa di concretizzare formalmente il tutto ci siamo impegnati con le sole nostre forze (che non sono certo quelle di una Spa) a effettuare lavori iniziali improcrastinabili per poter avviare l'appalto per una cifra intorno ai 100mila euro. E questo impegno ci ha costretti ad attivare affidamenti bancari che hanno messo e stanno mettendo a serio rischio la permanenza in vita della nostra società sportiva. L'unica cosa che vorremmo continuare a fare, quindi, è quello che da sempre facciamo, e cioè occuparci del nostro lavoro, dedicare interamente il nostro tempo a rendere l'ambiente della nostra piscina il più gradevole possibile per tutti i nostri utenti. L'amore per lo sport e per l'acqua è qualcosa di più potente di qualsiasi calunnia e di qualsiasi complotto teso a penalizzare il nostro operato. E sia chiara una cosa, la nostra è una società sportiva che fa sport sul serio, che attraverso il lavoro quotidiano di tanti tecnici e giovani atleti appassionati riesce a fornire un servizio che vuole accompagnare i giovani alla scoperta delle loro capacità e all'inseguimento dei loro sogni».
«In questa settimana di teatrini deliranti – chiude Franceschi – abbiamo però avuto la gioia di constatare il sostegno totale di tutti i nostri soci, che cogliamo l'occasione di ringraziare pubblicamente per il sostegno e la fiducia che non ci hanno mai fatto mancare. Rimane l'amaro di essere stati costretti a chiudere un'intera settimana senza motivo ma, nonostante tutto, a oggi resta comunque più forte la voglia e la passione di continuare a portare avanti il nostro lavoro senza ulteriori blocchi. La Provincia si attivi per garantire quello che già avrebbe dovuto garantire e noi ci siamo. Il progetto è pronto da oltre due anni ed è un progetto importante, che restituirebbe a tutta la cittadinanza un impianto sportivo polifunzionale fruibile 365 giorni all'anno».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google