Pediatria all’ospedale di Pescia, il Crest si rivolge ai sindaci
Secondo la referente del Comitato emergenza sanità toscana i patti con la Regione non sono stati ancora rispettati. «Diritti anche per chi abita in montagna»
PESCIA. L'ospedale di Pescia è stato classificato dal nuovo piano socio-sanitario regionale, votato lo scorso 5 novembre, come “ospedale di base”. Questo tipo di ospedale prevede la pediatria, ma a Pescia la pediatria non c'è. Quello che c'è sono due posti letto all'Obi, l'osservazione breve pediatrica.
I patti territoriali, firmati a giugno del 2013, invece non prevedono un reparto di pediatria, perché quando i sindaci li hanno sottoscritti la legge quadro non c'era ancora. Quindi, prima sono stati tolti dei servizi e poi è arrivata una legge che ne sostiene la necessità, senza tuttavia reintrodurli.
La questione è stata sollevata da Eva Giuliani, referente del Crest, Comitato Regionale Emergenza Sanità Toscana, nel corso dell'incontro con l'assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni, al quale ha partecipato anche il sindaco di Pescia Oreste Giurlani.
«Ci dicano chiaramente cosa è previsto per l'assistenza pediatrica in Valdinievole – ha dichiarato la Giuliani – e se i bambini che vivono nelle aree più periferiche e montane hanno la stessa probabilità di salvarsi, visto che all'ospedale di Pescia i patti territoriali prevedono solo la consulenza pediatrica al pronto soccorso e non l'emergenza».
L'invito è rivolto ancora una volta alle istutuzioni, non solo alla Regione Toscana, responsabile della tanto famigerata “riorganizzazione sanitaria territoriale” basata sul principio dell'integrazione delle prestazioni, ma che di fatto ha eliminato reparti, pronto soccorso e talvolta interi presidi ospedalieri nei piccoli comuni delle zone montane o più periferiche; ma anche alla conferenza dei sindaci che ha sottoscritto dei patti territoriali che a distanza di oltre un anno non vengono ancora rispettati.
«Secondo l'assessore va bene così – prosegue la Giuliani – perché a Pescia c'è l'osservazione breve pediatrica e non c'è bisogno di altro». Per l'emergenza c'è il San Jacopo di Pistoia, ma dalla Valleriana ci vuole più di un'ora per arrivarci e questo è un disagio per le famiglie, soprattutto per quelle che non dispongono di mezzi propri e devono ricorrere a quelli pubblici.
«Noi chiediamo diritti - sottolinea la Giuliani - sicurezza, garanzie, una presa di posizione chiara sulla tutela delle aree marginali, l'assessore ci risponde che siamo tutelati. I sindaci ci hanno tutelato. I patti territoriali ci hanno tutelato. E quei patti verranno rispettati ovunque... se non che, non iniziate a chiedere pronto soccorso o assistenza pediatrica...».
Per il Crest quello con le istituzioni continua ad essere un dialogo tra sordi.
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