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Omicidio stradale, il viceministro rassicura Massimi
PESCIA. Un impegno personale e dell’intero governo per approvare in tempi rapidi la legge che introduce il reato di omicidio stradale, il cui testo, già passato alla Camera, è ancora in attesa del...
PESCIA. Un impegno personale e dell’intero governo per approvare in tempi rapidi la legge che introduce il reato di omicidio stradale, il cui testo, già passato alla Camera, è ancora in attesa del via libera al Senato. Lo ha ribadito il viceministro Riccardo Nencini che, presente a Pescia per il convegno “Piccoli comuni, 6.000 campanili e piano citta”, ha voluto incontrare, prima dell’inizio dei lavori, il luogotenente Massimiliano Massimi (nella foto, a destra), padre di Massimo, il 17enne morto lo scorso 23 ottobre dopo che lo scooter su cui viaggiava era stato travolto da un’auto. Dopo aver ricevuto un mese fa la telefonata dello stesso premier Matteo Renzi, il comandante della locale Stazione dei carabinieri ha ricevuto dallo stesso relatore della legge Nencini la rassicurazione sulla volontà del governo a fare presto. «Mi ha spiegato – racconta il luogotenente Massimi – che se al Senato si dovesse andare ancora per le lunghe ci penserà il governo direttamente. Aveva con sé tutto il carteggio relativo alla vicenda di mio figlio, e mi ha fatto capire chiaramente che sull’approvazione della legge la pazienza del governo è finita. Il viceministro, oltre che una persona squisita, mi è parso competente, preparato e molto deciso sulla volontà di introdurre il reato di omicidio stradale. Una volontà “che io sposo in pieno perché anche io ho dei figli” mi ha detto».
«Spero che questo incontro possa dare un’ulteriore spinta all’iter della legge – conclude Massimi – Io non sono colui che ha fatto nascere questo disegno di legge, tuttavia da quando è accaduta la disgrazia di mio figlio mi sono mosso in tutte le direzioni, a destra e a sinistra (in queste cose la politica non conta) perché venga approvata. Senza ciò che è accaduto non lo avrei mai fatto, e se verrà approvata sarà merito anche di Massimo».
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