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Nuova chiusura per la piscina, il caso in Procura

I risultati del sopralluogo della Asl alla struttura della scuola Marchi di Pescia

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PESCIA. Il caso della piscina "Marchi" di Pescia finisce in procura. In seguito ai sopralluoghi effettuati dalla Asl nei giorni scorsi e che hanno portato alla chiusura dell'impianto da parte della Provincia, sono emerse, infatti, gravi violazioni della normativa di prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli ispettori sanitari hanno informato la procura delle “anomalie” riscontrate con richiesta di sequestro preventivo dell'impianto. Durante gli accertamenti sono emerse, inoltre, carenze sui requisiti strutturali, gestionali, tecnici ed igienico-ambientali. Sebbene la struttura sia gestita dalla società Acquatica, sul verbale degli ispettori viene sottolineato che nonostante si tratti di «piscina pubblica aperta al pubblico» non c'è un responsabile né un addetto agli impianti tecnologici formati dalla Regione come stabilisce la legge regionale. Come se non bastasse, anche l'accessibilità da parte delle persone disabili non viene garantita, infatti l'impianto non è fruibile dai portatori di handicap. Sarebbero queste, dunque, le ragioni ad avere determinato la sospensione dell'attività.

Un'Altra Pescia e FdIAn tornano ad incalzare il sindaco Oreste Giurlani domandandogli se e da quanto era a conoscenza dei fatti che hanno determinato la chiusura della piscina. In particolare il portavoce di Un'Altra Pescia, Alessandro Ricciarelli, sottolinea l'imprudenza del primo cittadino nell'avere disposto con ordinanza la riapertura dell'impianto la prima volta che ne fu disposta la chiusura. Roberto Franchini di FdIAn, invece, rivolge al presidente della Provincia, Federica Fratoni, la richiesta di rendere noto il resoconto dei lavori di straordinaria manutenzione che il gestore avrebbe dovuto realizzare a suo carico, per un milione di euro da completare in 5 anni, come prescritto dal bando. (ms)

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