Italia
Incontra il viceministro il padre del ragazzo di Pescia travolto e ucciso da un'auto
Il luogotenente Massimi ha ricevuto la rassicurazione che governo e premier faranno approvare la legge senza più indugi
Un impegno personale e dell’intero governo per approvare in tempi rapidi la legge che introduce il reato di omicidio stradale, il cui testo, già passato alla Camera, è ancora in attesa del via libera al Senato. Lo ha ribadito il viceministro Riccardo Nencini che, presente a Pescia per il convegno “Piccoli comuni, 6.000 campanili e piano citta”, ha voluto incontrare, prima dell’inizio dei lavori, il luogotenente Massimiliano Massimi, padre di Massimo, il 17enne morto lo scorso 23 ottobre dopo che lo scooter su cui viaggiava era stato travolto da un’auto.
Dopo aver ricevuto un mese fa la telefonata dello stesso premier Matteo Renzi, venerdì mattina, 12 dicembre, il comandante della locale Stazione dei carabinieri ha ricevuto dallo stesso relatore della legge Nencini la rassicurazione sulla volontà del governo a fare presto. «Mi ha spiegato – racconta il luogotenente Massimi dopo l’incontro – che se al senato si dovesse andare ancora per le lunghe ci penserà il governo direttamente. Aveva con sé tutto il carteggio relativo alla vicenda di mio figlio, e mi ha fatto capire chiaramente che sull’approvazione della legge la pazienza del governo è finita. Il viceministro, oltre che una persona squisita, mi è parso competente, preparato e molto deciso sulla volontà di introdurre il reato di omicidio stradale. Una volontà “che io sposo in pieno perché anche io ho dei figli” mi ha detto».
«Spero che questo incontro possa dare un’ulteriore spinta all’iter della legge – conclude Massimiliano Massimi – Io non sono colui che ha fatto nascere questo disegno di legge, tuttavia da quando è accaduta la disgrazia di mio figlio mi sono mosso in tutte le direzioni, a destra e a sinistra (in queste cose la politica non conta) perché venga approvata. Senza ciò che è accaduto non lo avrei mai fatto, e se verrà approvata sarà merito anche di Massimo. La civiltà di un paese – conclude - si vede dalle leggi che ha e questa legge è necessaria per dimostrare che l’Italia è un paese civile».
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