Hospice di Lamporecchio: la riapertura a primavera
Sopralluogo di Asl, Sds e amministratori alla struttura per patologie croniche, oggetto di lavori di ristrutturazione sin dal 2012 I posti letto passano da 6 a 15 con la possibilità di accogliere anche 12 parenti, si amplia anche il numero di patologie seguite, compresa la Sla
LAMPORECCHIO. Sopralluogo dei vertici dell'Asl e della Società della salute all'Hospice “La Limonaia”, la strutura Asl dedicata ai malati oncologici oggetto, dal 2012, di un grosso intervento di ristrutturazione.
Lavori che, per partire dalla notizia che più da vicino interessa i cittadini, dovrebbe riaprire (secondo l’ultima scadenza annunciata proprio in questo comunicato dell’Asl) la prossima primavera, praticamente tre anni dopo che la struttura era stata chiusa per lavori.
Una chiusura che ha destato parecchio malumore tra gli utenti – anche se, come viene sottolineato, in questo periodo l’assistenza non è mai stata interrotta – questo perché l’hospice rappresentava davvero un fiore all’occhiello della nostra sanità, e la sua chiusura, con scadenze annunciate per la riapertura che andavano via via spostandosi avanti nel tempo (prima le previsioni parlavano di un anno di tempo per i lavori, poi di riapertura a fine 2014, adesso a primavera 2015), era vista con preoccupazione dai paziente e dai loro familiari.
Il sopralluogo è servito a fare il punto dei lavori per valutare gli interventi, costati la somma di un milione e 800mila euro. Vi hanno partecipato il direttore generale dell’Asl 3 Roberto Abati, dil responsabile della zona distretto e direttore della Sds Valdinievole Claudio Bartolini e dl’ingegnere Fabrizio D'Arrigo, responsabile dell'area tecnica aziendale. Con loro le delegazioni comunale e regionale, con il sindaco di Lamporecchio Alessio Torrigiani, l’assessore Daniele Tronci e il consigliere regionale Aldo Morell.
Al termine del sopralluogo i commenti sono stati positivi. Aldo Morelli, che da sindaco di Lamporecchio aveva inaugurato la struttura, ha parlato di struttura all'avanguardia e unica a livello regionale per le sue peculiarità assistenziali e per la sua particolare collocazione paesaggistica (sorge sulle colline del Montalbano).
Abati, ha prima fatto il punto sulle scadenze (i lavori finiranno entro la fine dell’anno e poi partiranno le opere complementari), ha illustrato il progetto: la struttura quando fu aperta nel 2009 riguardava solo il piano terra, con sei posti letto più due di day hospice, sala soggiorno e ambulatori. Ora, dopo gli ampliamenti e le ristrutturazioni, tutto il fabbricato, che si sviluppa su circa mille metri quadrati, sarà utilizzabile, oltre che in orizzontale anche in verticale, su tre livelli complessivi collegati da un ascensore già istallato. Con il recupero di altri due piani le camere sono diventate dodici, per un totale di quindici posti letto residenziali (di cui due di day hospice) e ulteriori dodici posti per gli accompagnatori che lo richiederanno: in tutte le camere, infatti, è stata prevista la possibilità di ospitare anche un accompagnatore.
Altri spazi sono stati destinati ad ambulatori, a sale soggiorno, a locali per il personale e di supporto, alla nuova camera mortuaria e agli uffici. L'intervento ha inoltre previsto l'eliminazione completa delle barriere architettoniche, gli impianti di climatizzazione, areazione, antincendio e centrale termica.
Il direttore generale ha inoltre sottolineato che con l'ampliamento della struttura sarà possibile allargare la residenzialità ad altre patologie croniche in fase di avanzata malattia (come per esempio Sla).
«Abati ci ha garantito che l'Hospice sarà nuovamente funzionante dopo i collaudi e quindi dalla prossima primavera - ha detto il sindaco di Lamporecchio - e, con questa prospettiva, possiamo tranquillizzare le famiglie che in futuro disporranno di una struttura veramente di alta qualità, importante per i cittadini della nostra provincia, oltre che per gli aspetti di cura anche per il sostanziale supporto che offre ai familiari».
L'Hospice di Spicchio, diretto dal dottor Luca Lavacchi, è un nodo della rete delle cure palliative integrate della Asl3, che con un'equipè integrata (medici, specialisti, palliativisti, infermieri, psicoterapeuti, fisioterapisti, psicologi) che garantisce ai malati, ma anche ai loro parenti, ogni tipo di sostegno (sanitario, sociale, psicologico e così via).
Durante i lavori all'Hospice, è stato sottolineato, ai pazienti non è stata mai stata fatta mancare l'assistenza: «Abbiamo continuato a garantirla a casa dei malati - ha fatto sapere Bartolini - ottimizzando gli interventi e anche quando l'Hospice sarà riaperto i due servizi continueranno a coesistere, l'assistenza domiciliare continuerà quindi a essere assicurata come sempre nei casi in cui sarà valutata necessaria».
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