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Una Tasi pesante senza motivo

Una Tasi pesante senza motivo

Monsummano: l’opposizione contesta l’applicazione della tariffa che fa incassare molto di più del mancato trasferimento statale

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MONSUMMANO. Iuc e Tasi: scelte discutibili e anche, per certi versi, poco comprensibili, da parte del Comune di monsummano. È quanto sostiene l’opposizione con un comunicato congiunto di Monsummano Bene Comune, Movimento 5 Stelle e Forza Italia. Comunicato in cui, tra le altre cose, si mette in evidenza come uno degli obiettivi della Tasi (rimediare ai mancati trasferimenti statali sull’Imu) sia stato “sforato”: insomma, per quel pareggio sarebbe bastata una pressione fiscale inferiore.

«La Tasi – si legge sul comunicato – nasce come tributo per sopperire a quello che è il mancato trasferimento dello Stato sull'IMu, sull'abitazione principale, e riguarda i servizi indivisibili erogati alla cittadinanza (viabilità, verde e illuminazione pubblica e così via). Nel 2013 il trasferimento dell'Imu soppressa al Comune da parte dello Stato fu di circa un milione e 90mila euro».

Contrariamente a quanto dichiarato alla stampa e in consiglio per l’opposizione non è affatto vero che le aliquote monsummanesi come le più basse della Valdinievole, «anzi è stato applicato un ventaglio di aliquote che investe in modo gravoso indistintamente tutti i cittadini. E precisamente lo 0,5 per mille per le aree edificabili, del 2,1 per mille per le abitazioni principali, l'aliquota al 2 per mille per le abitazioni concesse in comodato ai parenti di linea retta entro il primo grado, e per i fabbricati di categoria C/1, C/3, D/1, D/2, D/3, D/4, D/6, D/7, D/8. Inoltre la Tasi sarà del 2,5 per mille per la categoria D/5, e dell'uno per mille per tutti gli altri immobili. Questo ventaglio di imposta, non applicato da nessun altro Comune, non fa altro che aggravare la situazione già delicata dei piccoli commercianti e delle attività produttive, che vengono equiparati ai grandi centri commerciali e tassati con un ulteriore stangata, come se la crisi non stesse già gravando abbastanza. Tutto questo comporta al Comune un'entrata sicuramente maggiore del milione e 90mila euro».

E qui la questione del maggior introito: «In consiglio è stato chiesto dai gruppi di opposizione il perché di un incasso di circa 650mila euro in più rispetto alla somma trasferita dallo Stato, quando non ci sono di fatto scostamenti rilevanti rispetto all'andamento economico di bilancio del 2013. Nello stesso anno difatti è stato rilevato un avanzo di bilancio in parte corrente di circa 500mila euro (avanzo complessivo del triennio per l'amministrazione che ammonta a circa 3 milioni e 600mila euro)».

C’è poi la questione dell’aliquota “fisarmonica”: «Nel 2013 è stata ridotta l'aliquota riguardante il commercio e le attività produttive dal 9,6 per mille al 7,6 per mille, e non vorremmo che questa fosse stata una mossa politica in vista delle elezioni, in quanto nel 2014 è ritornata a essere guarda caso del 9,6 (7,6 per mille Imu e 2 per mille Tasi). Risultano inoltre una serie di perplessità sul come si sia del tutto indifferenti al fatto che di volta in volta i cittadini, per sopperire alle diverse scadenze dell'Imu e della Tasi, debbano rivolgersi ai Caf o ai liberi professionisti per il pagamento delle due tasse, in date diverse, con perdite di tempo e di denaro. È importante evidenziare infine quanto la discussione sia, non a caso, avvenuta l'ultimo giorno utile prima dell'invio al Ministero, senza possibilità alcuna di modifica a quanto proposto. I gruppi consiliari d'opposizione, Monsummano Bene Comune, Movimento 5 stelle e Forza Italia si sono dimostrati uniti, avviando proposte alternative meditate in modo fortemente coeso a dimostrazione di una ben ferma difesa dei diritti dei cittadini e di una situazione economica sempre più tesa. Ancora molte domande sono in attesa di risposta e non si tratta certo della “tassa meno iniqua possibile” descritta dal sindaco Vanni e dall'assessore al bilancio».

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