Il presidio
Approvata a Pieve la Tasi, aliquota al 2,5 per mille
L'assessore Lida Bettarini spiega come verrà applicata la nuova tassa: «La pagheranno solo gli immobili esclusi dall'Imu e nemmeno tutti»
PIEVE A NIEVOLE. Approvata dal consiglio pievarino la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili sui servizi usufruiti dall'insieme dei cittadini.
A spiegare come verà applicata la nuova tassa è l'assessore al bilancio Lida Bettarini: «La somma delle aliquote Imu e Tasi, non può superare l'aliquota massima Imu prevista per le singole categorie catastali e la base imponibile è la stessa dell' Imu, come anche le modalità di calcolo; è facile quindi intuire perché i quotidiani specialistici l'hanno definita "addizionale Imu". Abbiamo fatto il possibile affinché per i cittadini di Pieve la Tasi non diventi un addizionale Imu, ma garantisca quanto più possibile equità fiscale per tutti, e dimostri quella solidarietà anche tributaria che momenti difficili come quello che stiamo tuttora vivendo richiedono a una comunità civile e democratica. Ecco perché a Pieve la Tasi sarà applicata solo e soltanto su quelle categorie di immobili che non dovranno più pagare l' Imu».
«La Tasi - spiega Bettarini - si pagherà quindi solo sulle abitazioni principali, immobili assimilati e sulle pertinenze con i limiti previsti dal regolamento, e l'aliquota sarà dello 0,25%, fatta eccezione per le abitazioni principali classificate al catasto nelle categorie A/4, A/5 e A/6 e che avranno l'azzeramento dell'aliquota". Questo, viene spiegato, per "dare anche una risposta ai disagi sociali della cittadinanza e senza aumento dell'aliquota dal 2,5 al 3,3 (per mille ndr)come la legge consentirebbe di fare».
«Le abitazioni soggette a esenzione - prosegue l'assessore - hanno caratteristiche ultrapopolari o addirittura rurali, con impianti scarsi o assenti. Essenzialmente si tratta di abitazioni costruite nella prima metà del secolo scorso, che a tutt'oggi hanno mantenuto più o meno le caratteristiche di allora, e quindi molto verosimilmente occupate da persone anziane o comunque da famiglie la cui situazione socio-economica con tutta probabilità, non ha dovuto aspettare la crisi per manifestare tutto il suo disagio».
Cambiando genere «sulle abitazioni di lusso non abbiamo previsto la Tasi ma avranno novità riguardo all'Imu, e saranno illustrate nella prossima seduta consiliare per l'approvazione del bilancio di previsione. Le nostre scelte portano alla non applicazione della Tasi nemmeno agli inquilini, nel rispetto del principio di "chi più ha più paga". A parità di disagio sociale, chi è veramente più disagiato? Chi ha la casa di proprietà e paga una cifra irrisoria di Tasi all'anno, o chi paga magari un affitto di 600 euro al mese? Gli unici inquilini che pagheranno la Tasi saranno quelli dei fabbricati rurali strumentali all'attività agricola; l'aliquota sarà dello 0,1% sulla quale il 10% sarà a carico dell'eventuale inquilino. Niente Tasi quindi per tutte le altre tipologie di immobili: negozi, locali destinati ad attività di artigianato, capannoni industriali, esercizi pubblici e così via».
«L'introduzione della Tasi da parte del legislatore - chiude Lida Bettarini - sopperisce in qualche modo al vuoto di risorse creato ai Comuni dalla soppressione dell'Imu sull'abitazione principale, dall'abolizione dei trasferimenti statali sostitutivi dell'Imu sulla prima casa e dalla continua riduzione del fondo di solidarietà trasferito dallo Stato. E il fatto che la legge ne destini il gettito al finanziamento dei servizi cosiddetti indivisibili lancia un messaggio chiaro: la garanzia dell'erogazione di certi servizi, sempre più appare legata al prelievo nelle tasche dei cittadini. E i Comuni non possono fare altro che applicarla, pena l'impossibilità di continuare a garantire quei servizi essenziali per la popolazione».
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