Il presidio
Muore travolta dal treno nella stazione di Borgo a Buggiano
Probabilmente un suicidio all’origine della tragedia costata la vita a una donna di 73 anni di Uzzano.Traffico bloccato su tutta la linea Lucca-Pistoia e passeggeri “prigionieri” sul regionale per quasi tre ore
BUGGIANO. Resta ancora in piedi l'ipotesi dell'incidente ma, molto più probabilmente, si è trattato di un suicidio. Almeno è questa la ricostruzione ritenuta quasi certa, anche sulla base delle testimonianze di chi in quel momento si trovava in stazione. Ma quel che è sicuro è la tragedia che si è consumata poco dopo le 17 di sabato 30 agosto allo scalo ferroviario di Borgo a Buggiano, dove un treno ha travolto, uccidendola sul colpo, una donna di 73 anni di Uzzano.
L’incidente ha coinvolto il treno regionale 3072, proveniente da Firenze e diretto a Viareggio, un convoglio di transito per Borgo, di quelli cioè che non si fermavano allo scalo e che, quindi, al momento di attraversare la stazione ferroviaria viaggiava ad alta velocità.
Per questo non c’è stato alcun modo di evitare l’impatto da parte del macchinista, che si è trovato la donna davanti all’improvviso. Non solo, ma prima di riuscire a fermarsi il treno ha percorso ancora alcune centinaia di metri, fermandosi solo molto dopo l'impatto, con la ferrovia già a binario unico e quindi senza possibilità di fare scambi (cosa possibile solo alla stazione, unico punto a doppio binario della zona).
Così è stato a lungo bloccato tutto il traffico ferroviario in entrambe le direzioni: i treni provenienti da Lucca venivano fatti fermare a Pescia, quelli che arrivavano da Firenze terminavano invece la loro corsa a Montecatini. E anche attivare un servizio sostitutivo di pullman è stata un'impresa. Le Ferrovie dello Stato, che hanno dovuto fare i conti anche con il giorno prefestivo, hanno faticato non poco a trovare un paio di bus (comunque insufficienti) per fare il "ponte" tra Pescia e Montecatini.
Il traffico ferroviario dunque è stato di fatto bloccato su tutta la direttrice Pistoia-Lucca, lo è rimasto per quasi 3 ore, sino alle 19,45, quando è arrivato il nulla osta del magistrato per la rimozione del corpo della donna e per lo spostamento del regionale 3072. Treno che fino a quel momento non poteva infatti essere spostato nel modo più assoluto, nemmeno di quelle poche centinaia di metri necessari a rientrare in stazione.
Una situazione che ha comportato anche un’altra conseguenza: i passeggeri di quel convoglio (un centinaio di persone) sono di fatto rimasti per tutto il tempo prigionieri sul treno. Anche fisicamente non sarebbe infatti possibile scendere dai vagoni, dal momento che il treno si è fermato in un punto circondato da entrambi i lati da una massicciata.
Sul posto si sono portati, oltre alle forze dell'ordine, ai vigili del fuoco e ai soccorritori, anche i sindaci di Buggiano Andrea Taddei e di Uzzano Riccardo Franchi, oltre ai familiari della donna che aveva perso la vita, e la cui auto era ancora parcheggiata lì, a due passi dall'ingresso della stazione.
Una situazione tragica e allucinante al tempo stesso dunque, da qualunque punto di vista la si guardi. A partire dall’aspetto più terribile, quello del dramma di una vita persa, per arrivare all’ennesima dimostrazione (proprio nelle ore in cui si fa più concreta l’ipotesi del raddoppio) dell’inadeguatezza della linea a binario unico.
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