Approvato in consiglio lo «sblocca Pescia» per rilanciare l’economia
Sono state introdotte diverse aliquote per l’Irpef così «da far pagare di più a chi effettivamente ha di più»
PESCIA. È stato approvato, nel consiglio comunale di giovedì, il bilancio di previsione 2014 ovvero lo “sblocca Pescia” come l'ha battezzato la maggioranza. L’accostamento con lo “sblocca Italia”, il piano del governo per far ripartire l'economia nazionale deriva proprio da una serie di misure contenute nel documento di programmazione economico-finanziaria volte a far uscire Pescia dalla situazione di stallo in cui versa ormai da troppi anni.
Le attività produttive, ad esempio, pagheranno rispetto al 2013 mediamente meno per il servizio rifiuti (-21,33% la categoria ortofrutta e i negozi di fiori e piante, -5,72% i negozi di abbigliamento e calzature, -4,52% le edicole, le farmacie e i tabaccai e così via), stesso discorso per l'Imu, che per le imprese scende dal 9,6% all'8,6% neutralizzando di fatto gli effetti di una nuova tassa, la Tasi, che pesando per 1.826.000 euro sul bilancio avrebbe determinato un aumento sulla pressione fiscale.
In altre parole: le tasse, contrariamente a una sintesi diffusa, non sono diminuite rispetto allo scorso anno, ma sono state “rimodulate”. Cosa vuol dire? Che la nuova amministrazione ha puntato tutto sulla ricerca dell’equità in ambito fiscale attraverso politiche tributarie redistributive. Un esempio per tutti: l'introduzione di diverse aliquote per l'Irpef, che colpisce indifferentemente tutti i cittadini perché incide sui redditi.
Fino al 2013 veniva utilizzata la stessa aliquota (0,8%) per tutti gli scaglioni di reddito. Nel 2014 chi ha di più pagherà di più secondo un principio che l'assessore alle finanze e vicesindaco Roberto Peria ha definito di «giustizia sociale perché il cittadino Pantalone finora ha pagato troppo».
Il bilancio di previsione non ha comunque trovato il consenso dell'opposizione. Sebbene il consigliere Oliviero Franceschi (Un'Altra Pescia) abbia ribadito la volontà di coloro che siedono di fronte ai banchi della maggioranza di definirsi semplicemente “minoranza”, e non “opposizione” (sottolineando la volontà, dunque, di collaborare per il bene della città) il giudizio sul lavoro prodotto dall'amministrazione in materia contabile in poco più di un mese e mezzo è stato tutt'altro che positivo.
Analogo giudizio da Gianpaolo Pieraccini (Forza Italia): «Non è certo la piccola riduzione dell'addizionale Irpef fissata dagli scaglioni in delibera a sollevare le travagliate casse dei nostri concittadini né delle poche imprese rimaste sul nostro territorio. Fare passare questa riduzione come abbattimento della pressione fiscale è fuorviante e deprimente».
Ancor più critico il giudizio del consigliere Angelo Morini (M5S) che ha equiparato i tagli fatti dall'amministrazione alla somma necessaria per «una bioche e un cappuccino». Inoltre sempre secondo Morini non si capirebbe a quanto ammonta effettivamente la spending review né in cosa sia consistita nel dettaglio, e ha stimato un aumento nella tassazione complessiva per i cittadini pari a 400 mila euro.
Ma, è stata la replica di Peria, «il bilancio è fatto di numeri». Quindi , voce per voce, ha fatto un elenco di previsioni tute in diminuzione rispetto all'anno scorso: «Dove sarebbe dunque – ha chiesto – l'aumento?».
A proposito di tributi è stata annunciata la creazione di un unico ufficio delle entrate comunali e che la gestione ed i controlli su tutti i tributi saranno effettuati direttamente dagli uffici comunali.
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