Liceo Salutati, l’avvocato della ragazza sospesa dalla maturità: «Ha commesso un errore sì, ma superabile»
Il legale della giovane trovata con un cellulare durante l’esame di Stato a Montecatini. «Il ricorso al Tar è un suo diritto, chi la critica non ha giustificazioni»
MONTECATINI. «La ragazza ha commesso un errore, adesso bisogna vedere se questo errore, come credo, è superabile oppure no». Nino Marchetti, legale della famiglia della studentessa trovata in possesso di un cellulare durante la terza prova scritta dell’esame di maturità al liceo Salutati interviene per difendere la propria cliente .
La contestazione dei compagni di scuola nei confronti della ragazza (esclusa dalla terza prova scritta degli esami di maturità e poi però reintegrata, con riserva, dal Tar dopo il ricorso presentato) sta infatti facendo discutere molto i social network tra chi si schiera dalla parte di chi difende le regole “che devono essere uguali per tutti” e chi la ragazza “colpevole solo di aver commesso una sciocchezza perdonabile”.
«Francamente – afferma l’avvocato Marchetti riferendosi agli applausi ironici dei compagni di scuola alla ragazza – questa sorta di “giustizia popolare” non ha giustificazioni. La mia assistita si è semplicemente avvalsa di un suo diritto, quello di chiedere la sospensiva di un provvedimento in attesa della sentenza, che arriverà dopo l’udienza fissata per il 29 luglio. Se, infatti, le fosse stato precluso di sostenere la prova con riserva, nell’ipotesi dell’accoglimento del suo ricorso la decisione dei giudici non avrebbe avuto effetti pratici, perché la studentessa sarebbe stata comunque costretta a ripetere l’anno».
La statistica riguardo a sentenze di questo tipo non gioca certo a favore della ragazza, come spiega lo stesso avvocato: «Quasi più del 90% delle sentenze ha confermato l’esclusione dello studente dall’esame. La ragazza però ha sempre avuto ottimi voti a scuola e se ha commesso l’errore di non consegnare il cellulare, come deve essere fatto all’ingresso in aula per l’esame, è solo a causa dell’ansia da prestazione. La mia cliente è una brava ragazza che facendo ricorso al Tar ha usufruito di un suo diritto. Non merita di essere messa alla gogna».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
