Italia
Iacchetti inaugura il Festival Gaber
Tettuccio di Montecatini gremito per “Chiedo scusa” lo spettacolo che ha avuto come scopo anche quello di raccogliere fondi per un bambino di 4 anni di Novara
MONTECATINI - Era gratis. Enzo Iacchetti lo avrà ripetuto almeno tre volte. I “fedeli”, cioè gli spettatori (come lo showman, ironicamente, salmodiava a braccia aperte) lo sapevano, e hanno riempito un Tettuccio magico fino all'ultima sedia libera. “Chiedo scusa” c'era scritto sul montante che sosteneva il palco. “Al signor Gaber”, aggiungiamo noi, come lo spettacolo dedicato a Giorgio Gaber andato in scena 84 volte e il compact disc venduto (a 10 euro) per beneficenza, in favore di un bambino novarese di 4 anni, Aldo, che, dopo un incidente in piscina, muove solo gli occhi. Un paio d'ore di canzoni, monologhi, battute, siparietti, contaminazioni. Il Festival Gaber nuovo format (più di 20 location in Toscana coinvolte), martedì sera, primo luglio, ha aperto degnamente i battenti. Iacchetti mattatore, al centro della scena, Marcello Franzoso (“il maestro”) al piano e agli arrangiamenti, Fabio Sorano (“l'amico”) alla scrittura dei testi e alla chitarra, Loretta Califra (“la biondina”) alla voce, Tony Sorano (“il circense”) ai cori e agli sketch; cioè la Witz Orchestra. Più, registrati, la batteria e il basso.
Atmosfera da piano bar, ma anche da osteria, oppure da salone di Grand Hotel, con alcune opere di Marco Lodola che si accendevano a comando. E la musica, pezzi storici del signor G: La ballata del Cerruti, Trani a Gogò, Porta Romana, Benzina e cerini, Il Riccardo, Torpedo Blu, Come è bella la città, Fetta di limone, L'orgia, Ma pensa te, Barbera e Champagne. Dal repertorio degli anni Sessanta, prima del teatro-canzone. Segni d'arte però stravolti, riscritti, contaminati da citazioni e riferimenti, se ne contano 48 al termine del viaggio in musica. Condito da intermezzi di comicità. Su Facebook (in apertura), sulle gite domenicali in campagna, sulle coppie (da Grillo-Casaleggio a Balotelli-Immobile), sull'amore, sugli uomini, sulle donne, sulla “feccia di questo mondo”. E su Montecatini con le sue “30 farmacie” (sono 5). Chiedo scusa - ha chiuso Iacchetti - ma credo che per l'ottantaquattresima volta il signor G si sia divertito.
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