Vanni-bis: Simona De Caro l’unica novità in giunta
MONSUMMANO. A prescindere dalle facce nuove e dall'orario insolito (alle 9,30 di ieri mattina), la vera novità del consiglio comunale d'insediamento è il Movimento 5 Stelle. Hanno la classica spilla...
MONSUMMANO. A prescindere dalle facce nuove e dall'orario insolito (alle 9,30 di ieri mattina), la vera novità del consiglio comunale d'insediamento è il Movimento 5 Stelle. Hanno la classica spilla bianca sulla camicia il capogruppo Rodolfo Cioni e Alberto Natali, i due consiglieri pentastellati.
Siedono nei banchi dell'opposizione insieme ai due rappresentanti di Forza Italia (Michele Moceri e Alessandra Piscitelli) e ai due della lista civica Monsummano Bene Comune (Giacomo Pasqui e Marco Conti).
Per il resto sono tutti esponenti Pd (capogruppo Angela Bartoletti), i 9 consiglieri e i cinque (compreso il sindaco) componenti della giunta.
Tanti i cittadini presenti alla prima seduta della legislatura. Il rinnovamento è evidente nell'assemblea, meno nella squadra di governo.
Segno di continuità con i cinque anni appena conclusi, è il pensiero del sindaco Rinaldo Vanni.
Resta suo secondo, con deleghe a lavori pubblici e sport, Luca Buccellato, confermati anche Barbara Dalla Salda a scuola e cultura e Andrea Mariotti (l'assessore “esterno”) a urbanistica e ambiente.
L'unica new entry è Simona De Caro, a lei il bilancio e il personale.
Con Buccellato, Dalla Salda e De Caro nominati assessori, al loro posto in consiglio sono entrati i primi tre dei non eletti del Pd: Serena Recenti, Elena Sinimberghi ed Enerino Seu.
Poi il giuramento del sindaco con tanto di fascia tricolore. Rinaldo Vanni ringrazia la città per la sua rielezione, saluta le istituzioni e il mondo del volontariato.
«Essere eletto è stato per me un grande onore nel 2009 – sono state le sue parole – essere rieletto è invece una grande responsabilità. Ci metteremo il massimo impegno possibile per portare avanti la nostra opera già iniziata e raggiungere i traguardi prefissati».
«Il nuovo consiglio – ha proseguito Rinaldo Vanni – è stata una forte volontà nella direzione di quel rinnovamento che Monsummano ci ha voluto consegnare. Noi però non siamo i rappresentanti di tutti, ben 5.742 persone non si sono riconosciute in nessuno di noi. Questa è un'altra responsabilità importante come ente più vicino al territorio: il nostro compito sarà quello di convincere chi non ha votato che di noi si può fidare. Monsummano è una grande città che ha un peso nella provincia, ma ha dei lati oscuri, come il lavoro e lo sviluppo economico. Assumere oggi questo impegno ci richiede un lavoro superiore rispetto al passato. Vogliamo un territorio sicuro e solidale, una città innovativa e dall'importante ruolo sia nel comprensorio che in tutta la Toscana».
Il primo momento di partecipazione è un lungo applauso ai 38 lavoratori del calzaturificio Parlanti, che ha chiuso i battenti nelle scorse settimane.
Poi si entra nel vivo dei lavori con la nomina del presidente del consiglio: Libero Roviezzo (Pd) lo diventa alla seconda votazione segreta, quando l'opposizione aveva chiesto un proprio rappresentante per quell'incarico.
Ma è solo l'iniziale, piccola, scaramuccia. Il resto è da vedere.
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