Il presidio
Legambiente: i lavori di metanizzazione penalizzano la montagna
L’associazione degli ambientalisti si unisce al coro di critiche mosse dagli imprenditori turistici della zona di Val di Forfora
PESCIA. Non solo un danno diretto per le attività economiche della valle (agriturismi in primis, ma non solo), ma anche un danno indiretto – ma non troppo – per tutta la montagna. Stiamo parlando dei lavori per la metanizzazione della Val di Forfora. Lavori che, di fatto, isolano una fetta importante della Valleriana, per nove ore al giorno, 5 giorni alla settimana. E questo fino alla fine dell’estate.È quanto sostiene Legambiente, che aggiunge la sua voce alle proteste dei giorni scorsi, sollevate dagli imprenditori turistici della zona.
«La montagna si aiuta con i fatti, non con le belle parole – esordisce l’associazione – spesso si parla di rilancio anche economico delle zone collinari e pedemontane e poi si autorizzano i lavori di metanizzazione in corso sulla provinciale Val di Forfora, con conseguente sospensione della circolazione. Non entriamo nel merito dell'intervento, certo è che questi lavori arrecano un evidente danno alle aziende agricole e agriturismi della zona che, con fatica e coraggio, riescono a portare avanti la loro attività utile anche a tutta la collettività in quanto grazie a questa la nostra montagna non viene completamente abbandonata. Per i lavori di metanizzazione si è proceduto a una chiusura pesante della circolazione sulla provinciale per ben nove ore al giorno. Ci saremo aspettati dalla Provincia di Pistoia una maggiore sensibilità verso queste piccole aziende agrituristiche, visto che è proprio in questo periodo che si concentra la loro attività. Così come ci stupisce il silenzio delle precedenti amministrazioni dei due Comuni che, tra l’altro, ben conoscevano le difficoltà di chi sceglie di restare in montagna».
Legambiente passa poi dalla protesta alla proposta: «Le alternative a nostro avviso c’erano, e ci sono tutt’ora. Non semplicemente limitandosi alla deviazione sul traffico lungo la strada della Val di Torbola con un percorso di ben 16 chilometri che in montagna sono un'enormità. Si poteva e si può benissimo limitare i tempi di chiusura della strada provinciale a cominciare dall’apertura durante la pausa pranzo del cantiere e trovare altre formule che consentano una circolazione, seppur parziale, che consenta una minima attività agli agriturismi della Val di Forfora. Per questo auspichiamo che gli enti interessati, Provincia e Comuni incontrino i rappresentanti delle aziende agricole della zona per trovare soluzioni alternative e condivise».
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