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Da aule di giustizia ad aule scolastiche Il futuro del tribunale
Deciso il destino dell’immobile ormai vuoto di via Cavour Ospiterà le elementari Arinci: due vie per il finanziamento
MONSUMMANO. L'ex tribunale di via Cavour diventa scuola. È ormai avviato il progetto di recupero per il riutilizzo dell'edificio che fino a qualche mese fa ospitava cancelleria, aule giudiziarie e uffici del giudice di pace.
Il Comune si è messo al lavoro per dare nuova vita a uno stabile che, costruito con soldi pubblici, rischiava di assumere i contorni dell'opera pagata, costruita e poi dimenticata al suo destino. Di recente costruzione, fu inaugurato nel 1987, con i dovuti (e costosi) accorgimenti di edilizia e infrastrutture già oggi presenta le giuste caratteristiche per ospitare un istituto scolastico.
Nelle intenzioni, a trasferirsi in questo complesso dovrebbe essere la scuola elementare “Arinci” di via Diolaiuti, che conta circa 200 alunni in 1.200 metri quadrati di spazio. Il costo della riconversione da pretura a scuola oscilla in un range che va dai 950mila euro al milione e 250mila, una spesa così ripartita: opere edili e architettoniche (tra 300 e 500mila euro), interventi agli impianti (tra 450 e 550mila) e incremento di classe energetica (200mila euro) che produrrebbe un abbattimento dei costi futuri del 50 per cento.
Per racimolare questi soldi due sono le strade seguite: «La prima riguarda l'invio del progetto al governo, cosa che ho già fatto, per ricevere il finanziamento totale per l'opera, secondo l’annuncio del premier Matteo Renzi sulla volontà di investire sull’edilizia scolastica – spiega il sindaco Rinaldo Vanni – in caso di risposta negativa, abbiamo il piano “B”, cioè la vendita dell'attuale edificio che ospita la scuola, che ha un valore più o meno uguale all'investimento in programma. Dobbiamo muoverci con forza, perché non possiamo permetterci di tenere inutilizzato un simile immobile pagato a suo tempo dai contribuenti».
Per ora siamo allo studio di fattibilità, alle stime, alle generiche previsioni. I dettagli saranno approfonditi una volta superate le amministrative di maggio. Intanto però c'è un piano di progettazione da cui partire, curato dagli architetti Nicola Becagli e Paolo Bechi dello studio Gta di Pistoia: «Nel nostro lavoro siamo partiti da tre punti principali – dicono i professionisti – la normativa del '75 sulle dimensioni di una scuola, le linee guida sulla scuola del terzo millennio (con luoghi d'incontro, flessibilità, concetto di scuola “senza zaino”) e vari incontri con il preside del primo comprensivo (Vito Pace, ndr). Poi abbiamo ricostruito gli spazi».
L'Arinci nell'ex tribunale occuperà 2.500 metri quadrati di superficie disposti su tre livelli: al piano terra aule, due bagni, stanza insegnanti e biblioteca, al primo piano solo aule, nel seminterrato mensa, laboratori e palestra o spazio ludico-ricreativo. A disposizione ci sono tre corpi scala, una scala antincendio e una grande hall centrale illuminata dall'alto. Poi due ingressi: il principale su via Cavour e il secondario su via La Pira. Una trentina i posti auto nell'area esterna dell'ex stabile giudiziario, un'altra settantina si trovano tra il parcheggio su via Cavour e nella strada laterale.
Ma non finisce qui. Perché il complesso ha un'ulteriore area coperta di mille metri quadrati, nell'ala nord: l'ipotesi è quella di attrezzarla come spazio civico complementare (come un auditorium per esempio).
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