Il presidio
Cure palliative domiciliari la Valdinievole si mobilita
Il presidente della Conferenza dei sindaci chiede un confronto con l’Asl in seguito alla rimozione del dottor Bologna. L’Asvalt: «Una decisione che ci amareggia»
MONTECATINI. Mentre l'Asl smentisce che siano state sospese le cure domiciliari palliative, proseguono le perplessità e le polemiche dei familiari dei malati terminali degli 11 comuni della Valdinievole lasciati senza il “loro” medico, che assisteva i loro cari nelle cure a domicilio, da quando il dottor Alberto Bologna è stato destinato ad altro incarico e sostituito.
«Tutti i giorni – afferma Arnaldo Pieri, da 26 anni in prima fila nella lotta alla sofferenza con i volontari Asvalt, del quale assieme alla moglie Felicia è fondatore – i familiari dei malati oncologici che ricevevano le cure a domicilio da parte del dottor Alberto Bologna si rivolgono al nostro centralino. Noi non sappiamo cosa rispondere. Lo sconforto è grande. Invitiamo ogni anno alla Casa della prevenzione di Montecatini circa 20mila cittadini, per screening e controlli, e il dottor Alberto Bologna non ci ha fatto mai mancare il suo sostegno. Fin dall'inizio, quando anche in Italia crebbe il progetto di creare hospice per malati terminali, si è adoperato con noi perché anche in Valdinievole si concretizzasse questo sogno. Ancora prima, con lui era decollato il servizio delle cure palliative a domicilio gratis. Sotto la sua guida si sono formati i volontari con delle specificità uniche. La notizia della sua estromissione dal servizio domiciliare da parte dei vertici Asl ci lascia amareggiati e pieni di dubbi che certamente metteremo al centro delle nostre iniziative. Non è tollerabile che dopo 26 anni di sacrifici tutto venga rimesso in discussione a vantaggio di un calcolo aziendale, se di questo si tratta. Tuttavia contiamo in una immediata riconsiderazione della vicenda».
Daniele Bettarini, presidente della Conferenza dei sindaci e della Sds, interviene sul caso, «che al pari di me – dice – preoccupa moltissimo anche gli altri 10 sindaci della Valdinievole, responsabili della salute dei nostri concittadini».
«Una decisione di questa portata – dice riferendosi alla sospensione dal servizio domiciliare del dottor Bologna – doveva necessariamente essere concordata con gli amministratori dei comuni, poiché hanno competenze specifiche d'indirizzo. Pretendiamo chiarezza nel presente e nel futuro.Questa decisione dei vertici Asl ha una ricaduta sui circa 50 malati che attualmente necessitano di cure palliative domiciliari. Come sindaci non vogliamo né possiamo rimanere insensibili. Pretendiamo che avvenga al più presto un confronto con i responsabili Asl, anche perché i 4 letti attualmente ospitati in un reparto di chirurgia nell'ospedale Cosma e Damiano di Pescia, come mi hanno informato, non rispondono ai requisiti di un hospice, non sopperiscono minimamente alle esigenze di malati con grandi sofferenze, né a quelle dei loro familiari che non possono certo abbandonarli. Infine, a quanto mi è dato di sapere, che logica c'è, mi domando, in un'operazione di questo tipo se già alla fine di quest’anno dovrà aprire un vero hospice a Spicchio di Lamporecchio?».
Anche Stefano Ragionieri presidente di Confconsumatori per Pistoia e Valdinievole, inteviene dicendo che «noi cittadini-contribuenti che concorriamo agli stipendi di questi manager sanitari pretendiamo di avere in cambio dei servizi che tengano conto delle nostre necessità. Come associazione di consumatori leveremo le nostre proteste».
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